Conferenza sulla “remigrazione” alla Camera, nuovo stop e tensioni a Montecitorio
Tentativo bis del deputato leghista Furgiuele, ma per ragioni di ordine pubblico la Camera blocca l’ingresso degli ospiti esterni
Il caso della conferenza sulla cosiddetta “remigrazione” torna ad agitare Montecitorio. Dopo l’annullamento dell’iniziativa prevista nei giorni scorsi, il deputato della Lega Domenico Furgiuele ha lasciato intendere di voler riproporre l’evento alla Camera. Una possibilità che, però, si è scontrata nuovamente con le decisioni assunte per motivi di sicurezza e ordine pubblico.
L’accesso negato agli ospiti
Furgiuele ha provato a far entrare alcuni esponenti dell’area dell’estrema destra attraverso un ingresso laterale del Palazzo, sfruttando la facoltà concessa ai parlamentari di accreditare fino a cinque ospiti. La Presidenza della Camera, tuttavia, ha assunto una posizione netta: per l’intera giornata non sarebbe stato consentito l’ingresso di ospiti esterni a Montecitorio. Una decisione che ha di fatto bloccato sul nascere ogni ulteriore tentativo.
Il presidio delle opposizioni
Nel frattempo, deputati di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono riuniti in presidio all’interno della Camera, occupando la sala stampa per impedire lo svolgimento della conferenza. Tra i parlamentari presenti anche Laura Boldrini, Matteo Orfini, Arturo Scotto e Filiberto Zaratti.
L’annullamento delle conferenze stampa
A seguito della protesta, la Presidenza della Camera ha deciso di annullare tutte le conferenze stampa previste per la giornata. Già in precedenza il presidente Lorenzo Fontana aveva definito l’iniziativa “inopportuna”, invitando il deputato promotore a fare un passo indietro.
Lo scontro politico in Aula
Durante il confronto con le opposizioni, che hanno richiamato i principi costituzionali e il divieto di riorganizzazione del partito fascista, Furgiuele ha rivendicato il diritto di ospitare l’iniziativa, sostenendo che si trattasse anche della presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare. Dura la replica delle opposizioni, che hanno parlato di un tentativo di legittimare presenze neofasciste all’interno delle istituzioni.
Il comizio all’esterno di Montecitorio
Esclusi dall’accesso, i rappresentanti dei gruppi che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza hanno improvvisato un comizio all’esterno della Camera, dietro le transenne. Tra loro anche esponenti di CasaPound, che hanno contestato la decisione parlando di censura e rivendicando le proprie posizioni sul tema dell’immigrazione.
Il rapporto con la Lega
Furgiuele ha infine respinto l’ipotesi di uno scontro interno alla Lega, sostenendo di aver agito nell’ambito delle prerogative parlamentari e di non aver ricevuto alcuna richiesta di dissociazione dal partito. Una vicenda che, tra proteste e divieti, ha comunque acceso un forte dibattito politico e istituzionale dentro e fuori Montecitorio.