Veliero Heaven, l’Usif alla vigilia dell’appello difende i finanzieri imputati
Il sindacato chiede di non criminalizzare chi salva vite umane e invoca maggiori tutele per il personale impegnato nelle operazioni di soccorso in mare
Alla vigilia del processo d’appello fissato per il 9 gennaio presso la Corte d'appello di Catanzaro, il sindacato dei finanzieri Usif interviene con una presa di posizione netta: non si può criminalizzare chi opera per salvare vite umane. Il procedimento riguarda due militari della Guardia di Finanza, condannati in primo grado per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione ai fatti del veliero Heaven, avvenuti il 30 agosto 2020 al largo di Crotone.
La vicenda del veliero Heaven e la condanna di primo grado
I due finanzieri erano stati condannati nel maggio 2024 dal gup del Tribunale di Crotone a due anni di reclusione con sospensione della pena. Durante un’operazione di soccorso nel tratto di mare tra Praialonga e Simeri, l’imbarcazione Heaven esplose mentre veniva condotta verso il porto di Crotone. Nell’esplosione persero la vita quattro migranti; i due militari rimasero feriti ma riuscirono comunque a trarre in salvo diverse persone finite in mare.
Fiducia nella magistratura e richiesta di tutele
Il segretario generale dell’Usif, Vincenzo Piscozzo, ribadisce la fiducia nella magistratura, auspicando che il giudizio di secondo grado riconosca l’estraneità dei militari e ristabilisca un principio di giustizia sostanziale. Piscozzo lancia infine un appello a Governo e Parlamento affinché vengano introdotte adeguate tutele per il personale delle forze di polizia impegnato nelle emergenze, evitando che chi presta soccorso venga lasciato solo.