Bonifica del Sin di Crotone, Legambiente attacca su ritardi e contraddizioni
Una questione nota da tempo, in un quadro in cui la bonifica prevista rappresenta già un compromesso, limitata solo a una parte del sito, mentre per il resto si prevede la messa in sicurezza
Sulla bonifica del Sin di Crotone “si sfiora il surreale”. A denunciarlo è Legambiente Calabria, che in una nota torna a puntare il dito contro i ritardi accumulati in oltre venticinque anni e contro le contraddizioni emerse negli ultimi giorni dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni Rewind, Luca Dal Fabbro Grossi. Secondo l’associazione, i cittadini attendono ancora ecogiustizia, con il ripristino ambientale delle aree a mare e a terra pesantemente inquinate, mentre le ricadute sulla salute e sull’economia del territorio continuano a essere gravi.
Tenorm e lavori di bonifica, una sorpresa che sorprende
Per Legambiente appare quantomeno curioso che il rinvenimento di Tenorm nel sito venga descritto come una sorpresa, considerato che si tratta di un’area industriale segnata per oltre mezzo secolo da attività metallurgiche e chimiche, dalla ex Pertusola Sud alla Montedison. La presenza di materiali radioattivi naturali, sottolinea l’associazione, riguarda anche altre aree del Sin che dovrebbero essere interessate dai lavori a partire dal 2027. Una questione nota da tempo, in un quadro in cui la bonifica prevista rappresenta già un compromesso, limitata solo a una parte del sito, mentre per il resto si prevede la messa in sicurezza.
Il nodo irrisolto dello smaltimento dei rifiuti
Altro punto critico è la destinazione dei rifiuti pericolosi. Secondo Legambiente, lo slogan “via i veleni” nasconde una grande contraddizione: il Paur blocca i rifiuti provenienti dal Sin di Crotone, ma non quelli della stessa tipologia provenienti da altri siti. Anche l’ipotesi del soil mixing non elimina il problema finale dello smaltimento in discarica. Per questo l’associazione propone una discarica di scopo pubblica, finanziata da Eni ma gestita dagli enti locali e destinata esclusivamente al Sin.
Oltre la propaganda, l’attesa della città
“Non basta dire ‘via i veleni’ – conclude Legambiente Calabria – servono risposte reali”. Finché la bonifica non sarà affrontata come una questione ambientale, sanitaria e di sviluppo locale, e non resterà prigioniera della propaganda politica, Crotone e il suo territorio continueranno ad attendere un risanamento che tarda ad arrivare.