Saldi invernali 2026 tra voglia di risparmio e nuovi comportamenti d’acquisto
Tra negozi fisici e online, clima e qualità orientano le scelte dei consumatori mentre le imprese puntano sugli sconti per sostenere le vendite
Con l’avvio dei saldi invernali 2026, quasi sei italiani su dieci dichiarano di essere pronti ad acquistare prodotti a prezzi scontati. Per il 47,3 per cento degli acquirenti si tratta di un appuntamento atteso per comprare articoli desiderati da tempo, confermando come i saldi restino un momento centrale per il commercio e per i consumatori.
Abbigliamento e calzature guidano le preferenze
In cima alla lista dei desideri restano i capi di abbigliamento, scelti dal 90,9 per cento degli acquirenti, anche se con un lieve calo rispetto allo scorso anno. Seguono le calzature, che registrano invece una crescita significativa arrivando all’80,1 per cento. Più distanziati, ma in aumento, gli accessori e gli articoli sportivi, segno di una domanda che si diversifica e che guarda anche a consumi legati al tempo libero.
Acquisti tra negozio e digitale
Il canale fisico continua a mantenere un ruolo centrale, ma sempre più integrato con l’online. Circa sette consumatori su dieci dichiarano che acquisteranno sia nei negozi tradizionali sia su quelli digitali, mentre meno di uno su dieci prevede di comprare esclusivamente online. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Research, condotta tra novembre e dicembre sui comportamenti d’acquisto e sulle dinamiche del retail.
Scelte più attente tra bisogno, qualità e prezzo
Dall’indagine emerge anche un consumatore più selettivo. Il 53,3 per cento dichiara che acquisterà solo ciò di cui ha realmente bisogno, mentre il 19,3 per cento afferma di privilegiare la qualità rispetto al prezzo. Poco meno, il 18,9 per cento, baserà invece le proprie scelte principalmente sul risparmio, confermando un equilibrio tra attenzione al budget e ricerca di prodotti durevoli.
Il peso del clima sulle vendite
Il cambiamento climatico incide in modo significativo sulle decisioni di acquisto. Oltre la metà dei consumatori ammette di esserne influenzata. In particolare, il 18,9 per cento ha rinviato l’acquisto di capi pesanti, mentre il 21,5 per cento preferisce orientarsi su un abbigliamento più leggero, complice la minore rigidità degli inverni. Una tendenza confermata anche dall’80 per cento delle imprese, che segnala un ritardo nell’avvio della domanda di abbigliamento invernale.
Le aspettative delle imprese tra sconti e nuovi clienti
Sul fronte delle imprese, le aspettative sul numero di clienti in negozio restano in linea con lo scorso anno. Il 65 per cento degli imprenditori prevede di applicare sconti fino al 30 per cento, mentre il 56,6 per cento ritiene che il proprio punto vendita sarà visitato anche da nuovi clienti. Per otto imprese su dieci, i saldi invernali incideranno fino al 20 per cento sulle vendite annuali complessive.
Un settore che guarda al 2026 con cautela
Il quadro resta però segnato da alcune criticità. Il 38 per cento degli imprenditori segnala una riduzione dei ricavi nel 2025 rispetto all’anno precedente. Un dato che evidenzia come, nonostante la buona propensione all’acquisto durante i saldi, il settore retail continui a muoversi in un contesto complesso, tra consumi prudenti, cambiamenti climatici e necessità di adattare strategie e assortimenti alle nuove abitudini dei clienti.