Un bambino di 22 mesi, Leonardo, è stato costretto a curarsi fuori dalla Calabria per un intervento urgente di broncoscopia non eseguibile sul territorio regionale. Il 13 novembre scorso, dopo l’accesso al Pronto soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, è emersa l’impossibilità di procedere con l’esame necessario. La famiglia ha così raggiunto con mezzi privati l’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli, dove l’intervento è stato eseguito con successo.

L’incontro a Palazzo dei Bruzi e la denuncia dei genitori

I genitori, Evelina Rovito e Salvatore De Vita, dopo aver raccontato la vicenda sui social, sono stati ricevuti a Palazzo dei Bruzi dal sindaco Franz Caruso. Nel corso dell’incontro hanno espresso amarezza per l’assenza, in Calabria, di strutture e professionalità in grado di effettuare broncoscopie su bambini sotto i quattro anni, raccontando anche di aver incontrato a Napoli altre famiglie calabresi costrette alla mobilità sanitaria.

L’appello del sindaco sulla sanità calabrese

Il sindaco Caruso ha espresso solidarietà alla famiglia e ha rilanciato l’allarme sul divario assistenziale. Rivolgendosi al presidente della Regione Roberto Occhiuto, ha chiesto interventi concreti per colmare le carenze della sanità territoriale, sottolineando la necessità di istituire il servizio di broncoscopia pediatrica. «Dobbiamo costruire anche qui una sanità efficace ed efficiente», ha concluso, «per evitare che troppe famiglie siano costrette a curare i propri figli fuori regione».