Amianto in Calabria, l’allarme dell’Ona sui casi di mesotelioma e sulle bonifiche mancanti
Bonanni a Catanzaro: “Censiti circa 600 casi dagli anni ’90 a oggi, molti non risultano nei registri regionali”
In Calabria i casi di mesotelioma sarebbero molti di più rispetto a quelli che emergono dai dati ufficiali. A lanciare l’allarme è Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, intervenuto a Catanzaro durante la convention regionale “Amianto e altri rischi cancerogeni in Calabria: lo stato dell’arte e prospettive verso il futuro”, appuntamento dedicato ai temi della prevenzione, delle bonifiche e della tutela della salute.
Secondo Bonanni, dagli anni Novanta ad oggi sono stati censiti circa 600 casi di mesotelioma nella regione, un numero nettamente superiore a quello riportato dal Cor regionale.
Le diagnosi fuori regione e il “buco” epidemiologico
Il presidente dell’Ona ha spiegato che molti casi di mesotelioma risultano formalmente attribuiti a regioni del Nord, dove numerosi cittadini calabresi si sono recati per ottenere diagnosi più accurate e terapie non sempre disponibili sul territorio regionale. Una circostanza che altera la lettura dei dati epidemiologici calabresi. Bonanni ha precisato che ciò non dipende da inefficienze del personale sanitario, ma dalla carenza di strutture adeguate e di risorse economiche sufficienti.
La richiesta di interventi nazionali sulle bonifiche
Nel suo intervento, Bonanni ha ribadito la necessità di un impegno forte a livello nazionale per la bonifica dei territori ancora contaminati dall’amianto. Un riferimento particolare è stato fatto al Sito di interesse nazionale di Crotone, per il quale l’Ona chiede risorse dedicate alla messa in sicurezza. Più in generale, è stata sottolineata l’urgenza di completare la mappatura dell’amianto presente in Calabria, condizione indispensabile per programmare interventi efficaci.
I numeri provinciali del mesotelioma e delle patologie asbesto-correlate
Nel corso della convention sono stati presentati anche dati e stime provinciali relativi al periodo 1993-2025 sull’incidenza complessiva delle patologie asbesto-correlate. Per la provincia di Cosenza si stimano tra 190 e 210 casi di mesotelioma, con un indice di mortalità a cinque anni pari al 93 per cento, oltre a circa 400 casi di tumore del polmone attribuibili all’esposizione ad amianto e ulteriori 400 casi legati ad altre patologie asbesto-correlate, per un totale di circa mille casi complessivi.
Il quadro nelle altre province calabresi
In Reggio Calabria le stime parlano di 160-180 casi di mesotelioma, con la stessa mortalità a cinque anni del 93 per cento, circa 380 casi di tumore del polmone e 350 di altre patologie correlate, per un totale di circa 730 casi.
Per la provincia di Catanzaro si stimano 90-110 casi di mesotelioma, circa 200 casi di tumore del polmone e 180 per altre patologie, per un totale indicato in circa 380.
Il dato di Crotone risulta particolarmente critico: 70-90 casi di mesotelioma, circa 300 casi di tumore del polmone, tenendo conto del sinergismo con altri cancerogeni legati ai siti del Sin, e ulteriori 400 casi per altre patologie asbesto-correlate, per un totale stimato di circa 800, oltre a un’ulteriore incidenza legata ad altri agenti cancerogeni.
In Vibo Valentia, infine, si stimano 40-55 casi di mesotelioma, circa 80 casi di tumore del polmone e 100 di altre patologie asbesto-correlate, per un totale di circa 230.
Una emergenza sanitaria ancora aperta
I dati presentati dall’Ona restituiscono l’immagine di una emergenza sanitaria tutt’altro che superata. L’elevatissimo indice di mortalità del mesotelioma e l’ampia diffusione di patologie correlate all’amianto confermano, secondo Bonanni, la necessità di politiche strutturali su prevenzione, diagnosi precoce e bonifiche. In Calabria, ha concluso, la tutela della salute passa ancora una volta dalla capacità di affrontare nodi ambientali irrisolti che continuano a produrre effetti gravi e duraturi sulla popolazione.