Milano Cortina 2026, anche la Calabria avrà i suoi protagonisti tra ghiaccio e neve
Dalle radici silane della portiera della Nazionale di hockey fino ai giovani fondisti coinvolti nelle attività olimpiche la presenza calabrese ai Giochi invernali prende forma tra sport e identità
Una portiera della Nazionale con radici a San Giovanni in Fiore
Tra gli atleti che prenderanno parte ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 compare anche un nome legato alla Calabria. Si tratta di Gabriella Durante, portiere della Nazionale italiana femminile di hockey su ghiaccio, atleta cresciuta sportivamente all’estero ma con origini familiari a San Giovanni in Fiore, nel cuore della Sila.
La sua presenza rappresenta un elemento significativo per un territorio che non dispone di grandi tradizioni negli sport invernali ma che continua a esprimere talenti attraverso percorsi spesso maturati lontano dalla regione. La convocazione in Nazionale e la partecipazione al torneo olimpico segnano un traguardo importante sia sul piano personale sia simbolico per la comunità di origine.
Giovani calabresi coinvolti nelle attività olimpiche sulla neve
Accanto alla partecipazione agonistica, la Calabria sarà rappresentata anche da giovani sportivi coinvolti in iniziative legate all’organizzazione tecnica delle gare. Due fondisti provenienti dall’area silana, Antonia Chiarello e Luigi Isabella, sono stati selezionati in un progetto federale che affianca giovani atleti alle competizioni internazionali, consentendo loro di vivere da vicino l’esperienza olimpica e di acquisire competenze sportive e organizzative.
Per un territorio montano come la Sila, dove lo sci di fondo continua a mantenere una tradizione radicata, si tratta di un segnale importante che conferma la presenza di scuole e associazioni sportive capaci di formare nuove generazioni.
La Calabria presente anche nei simboli dei Giochi
La partecipazione calabrese non si limita agli atleti e agli addetti ai lavori. Anche sul piano simbolico, l’immagine dei Giochi porta tracce della regione, a dimostrazione di come l’evento olimpico abbia coinvolto realtà scolastiche e creative provenienti da diverse parti d’Italia, compreso il Mezzogiorno.
In questo quadro, la presenza di sportivi e giovani provenienti dalla Calabria assume un valore che va oltre il risultato agonistico. Racconta una regione che, pur lontana dalle grandi infrastrutture degli sport invernali, continua a mantenere un legame con la montagna, con lo sport e con la capacità di formare talenti che riescono a emergere anche nei contesti internazionali.