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Per capire perché i bonus edilizi del 2026 siano particolarmente rilevanti per i calabresi, bisogna prima fare i conti con una realtà che i dati rendono impietosa. La Calabria ha uno dei patrimoni immobiliari più anziani e meno efficienti dell'intera penisola, una condizione che si traduce in bollette più alte, comfort abitativo ridotto e un valore degli immobili che fatica a crescere.

Secondo le elaborazioni di Confartigianato su dati ENEA, il 57,8% degli edifici residenziali calabresi rientra nelle classi energetiche più basse, F e G — le peggiori nella scala di efficienza. Un dato che colloca la Calabria tra le regioni italiane con il patrimonio più energivoro, ben al di sopra della media nazionale del 51,8%.

A questo si aggiunge l'età degli edifici: il 38,2% delle abitazioni calabresi è stato costruito prima del 1970, quando non esistevano ancora normative sul risparmio energetico né standard sull'isolamento termico. Significa che quelle case hanno muri non isolati, tetti non coibentati e, quasi certamente, infissi e serramenti ormai obsoleti che disperdono calore d'inverno e non trattengono il fresco d'estate.

Il report ENEA 2024 lo conferma su scala nazionale: oltre il 60% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima del 1976, anno in cui entrò in vigore la prima legge sul risparmio energetico. Negli edifici di quell'epoca, la dispersione termica attraverso infissi e serramenti inadeguati è una delle principali cause di inefficienza energetica e di bollette elevate.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento di fragilità: secondo i dati Confedilizia, in Calabria le abitazioni effettivamente occupate sono solo il 57,8% del patrimonio abitativo regionale — il 15% in meno rispetto alla media nazionale del 72,8%. Migliaia di case restano vuote o in stato di abbandono, spesso perché i costi di ristrutturazione appaiono insostenibili senza un supporto fiscale adeguato.

È proprio qui che i bonus edilizi del 2026 diventano uno strumento prezioso: non solo per il risparmio immediato in bolletta e per il miglioramento del comfort abitativo, ma anche come leva economica concreta per rimettere in valore un patrimonio immobiliare altrimenti destinato al degrado.

I bonus disponibili nel 2026: cosa c'è e quanto dura

La legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha prorogato le principali agevolazioni fiscali per la casa confermando le stesse aliquote in vigore nel 2025. Il messaggio è chiaro: il 2026 è l'ultimo anno per approfittare delle percentuali più alte, prima della riduzione programmata dal 2027.

Il Bonus Casa (art. 16-bis del TUIR) è la detrazione IRPEF per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Nel 2026 vale il 50% per chi interviene sulla propria abitazione principale come proprietario o titolare di diritto reale, e il 36% per tutti gli altri casi. Il limite massimo è di 96.000 euro per unità immobiliare, con rimborso in 10 rate annuali. Rientrano in questa agevolazione, tra gli altri, la sostituzione di finestre, porte e serramenti.

L'Ecobonus è dedicato agli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica. Copre anche gli immobili non residenziali e le società (IRES). Per la sostituzione di infissi che migliorano la trasmittanza termica, la detrazione è del 50% su un massimo di 60.000 euro. È particolarmente conveniente per chi ha una seconda casa, perché garantisce comunque il 50% indipendentemente dalla destinazione d'uso dell'immobile.

Il Sismabonus è confermato al 50% (prima casa) e al 36% (altri immobili). Vale la pena ricordarlo in un contesto calabrese, dove gran parte del territorio è classificata in zona sismica 1 o 2: chi ristruttura può cogliere l'occasione per mettere in sicurezza la struttura dell'edificio, cumulando gli interventi antisismici con quelli sugli infissi.

Il Conto Termico 3.0 (attivo dal febbraio 2026) è un contributo diretto erogato in conto corrente — non una detrazione fiscale — per chi installa impianti di riscaldamento efficienti o realizza interventi di isolamento. A differenza dei bonus IRPEF, eroga il rimborso in tempi brevi e può essere cumulato con altre agevolazioni, nel rispetto del limite del 100% della spesa totale.

Una novità rilevante introdotta dalla legge di bilancio 2026 riguarda gli immobili condonati: gli edifici sanati con i tre grandi condoni del 1985, 1994 e 2003 possono ora accedere pienamente alle agevolazioni fiscali, superando le limitazioni che in passato avevano escluso molti immobili del Sud — e della Calabria in particolare — dai bonus edilizi.

Perché il 2026 è l'anno giusto e non si può aspettare

La finestra temporale favorevole si chiude il 31 dicembre 2026. Dal 2027 le aliquote scenderanno in modo significativo: il Bonus Casa passerà al 36% per le prime case e al 30% per gli altri immobili. Dal 2028 al 2033 si scenderà ulteriormente al 30% per tutte le abitazioni, con il limite di spesa ridotto da 96.000 a 48.000 euro.

Su una spesa di 10.000 euro per la sostituzione degli infissi, la differenza tra il 50% di detrazione del 2026 e il 36% del 2027 vale 1.400 euro in meno di rimborso. Su interventi più consistenti, come una ristrutturazione completa degli infissi di un appartamento (spesa media 20.000-30.000 euro), il risparmio perso posticipando i lavori al 2027 può superare i 3.000-4.000 euro.

A questo si aggiunge la possibilità, confermata dal decreto Milleproroghe, di cumulare le detrazioni fiscali statali con eventuali contributi regionali per l'efficienza energetica, a condizione che la normativa regionale lo preveda espressamente e che la somma complessiva non superi il 100% della spesa sostenuta.

Cosa si può fare con i bonus: dalla sostituzione degli infissi alla ristrutturazione completa

Il ventaglio di interventi coperti dai bonus è ampio. Per chi ha una casa calabrese degli anni '60 o '70 con infissi datati, la sostituzione dei serramenti è spesso il primo passo consigliato, sia per il rapporto costo/beneficio sia per la rapidità dell'intervento. Rientrano nelle agevolazioni, tra gli altri:

  • Sostituzione di finestre, portefinestre e finestre per tetti in PVC, alluminio con taglio termico, legno o misto legno-alluminio
  • Sostituzione di porte d'ingresso, portoncini blindati e porte di servizio che delimitano ambienti riscaldati
  • Installazione o sostituzione di tapparelle, veneziane, persiane e cassonetti
  • Rifacimento di impianti tecnologici, bagni, pavimenti e scale — interventi di manutenzione straordinaria
  • Bonifica dall'amianto, presente in molti edifici calabresi degli anni '70 e '80
  • Interventi antisismici per la messa in sicurezza strutturale (Sismabonus)
  • Installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo energetico

Per tutti questi interventi il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale parlante, con causale che riporti il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell'impresa esecutrice. Per l'Ecobonus è obbligatoria anche la trasmissione della documentazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.