Mentre promuove la Calabria alla BIT, per Santanchè emerge una nuova indagine sul caso Bioera
La ministra del Turismo annuncia a Milano fondi per il Sud e nuove strategie di promozione, ma nelle stesse ore arriva la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati a Milano
Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha partecipato agli incontri dedicati alla promozione del Sud Italia, intervenendo anche sulle prospettive della Calabria.
Nel corso della manifestazione ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro per sostenere il turismo in Sicilia, Calabria e Sardegna colpite dal ciclone Harry, spiegando che, insieme a Enit e alle Regioni, verranno promosse all’estero le destinazioni del Mezzogiorno.
“La meraviglia non si ferma”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di rilanciare l’immagine turistica dei territori e di rafforzare la presenza sui mercati internazionali.
La notizia dell’indagine sul caso Bioera
Nelle stesse ore, però, il nome della ministra è tornato al centro dell’attenzione mediatica per motivi molto diversi. La Procura di Milano ha infatti iscritto Santanchè nel registro degli indagati per bancarotta in un fascicolo che riguarda il fallimento della società Bioera, gruppo del settore biologico di cui è stata presidente fino al 2021.
L’indagine è distinta da quella già nota relativa al fallimento di Ki Group srl, altra società del medesimo comparto, per la quale la ministra risulta già coinvolta in un procedimento giudiziario.
La vicenda si inserisce quindi in un quadro giudiziario complesso che da tempo accompagna il profilo pubblico della ministra, tra inchieste, processi e dibattiti politici.
Il contrasto tra agenda istituzionale e polemiche politiche
Il contemporaneo svolgersi dei due piani – l’attività istituzionale e l’emergere di nuove notizie giudiziarie – ha inevitabilmente alimentato il confronto politico e mediatico.
Da un lato, la presenza alla Bit e gli annunci sugli investimenti per il turismo sono stati presentati come parte della strategia di rilancio dell’immagine del Sud e della Calabria in particolare; dall’altro, le nuove indagini hanno riacceso il dibattito sull’opportunità politica e sull’impatto che vicende giudiziarie ancora aperte possono avere sulla credibilità delle istituzioni.
Si tratta di un tema ricorrente nella vita pubblica italiana, dove il principio di presunzione di innocenza convive con il giudizio politico e con la percezione dell’opinione pubblica.
Una questione che riapre il dibattito sulla responsabilità politica
Il caso Santanchè, già al centro di polemiche in passato, torna così a essere oggetto di discussione non solo per gli aspetti giudiziari, ma anche per il rapporto tra responsabilità politica, comunicazione pubblica e ruolo istituzionale.
Mentre la ministra continua a portare avanti la propria agenda sul turismo e sulla promozione del Sud, le indagini in corso rappresentano un elemento destinato a rimanere al centro del confronto politico nelle prossime settimane, soprattutto se la vicenda dovesse avere ulteriori sviluppi.