Tragedia a Catanzaro, il racconto del parroco sul dramma della madre
Veglia di preghiera per la 46enne e i figli. Don Zoccoli, sofferenza silenziosa e paura costante dopo la nascita del terzo bambino
Una comunità sconvolta e raccolta nel silenzio della preghiera. A Catanzaro si è tenuta una veglia nella chiesa del Santissimo Salvatore per ricordare la donna di 46 anni che si è tolta la vita insieme ai suoi figli, in una tragedia che ha profondamente colpito l’intero territorio.
A raccontare gli ultimi mesi della donna è stato il parroco don Vincenzo Zoccoli, che la conosceva da tempo e ne ha seguito da vicino il percorso personale e familiare.
Una sofferenza crescente e mai completamente espressa
“Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte”, ha raccontato il sacerdote, descrivendo una sofferenza che si era fatta sempre più intensa nel tempo.
Secondo quanto riferito, la donna viveva una condizione di profonda ansia e insicurezza, temendo costantemente per l’incolumità dei propri figli anche nelle situazioni quotidiane. Una paura che la accompagnava anche nei momenti più semplici, come accompagnarli all’asilo.
Il parroco ha più volte cercato di rassicurarla e indirizzarla verso un percorso di supporto, invitandola a rivolgersi a uno specialista o al medico di base, ma senza riuscire a ottenere un cambiamento concreto.
Una donna attiva e amata, ma segnata dal disagio
Nonostante il disagio interiore, la 46enne era conosciuta in parrocchia come una persona solare, generosa e sempre disponibile. Partecipava attivamente alla vita comunitaria e aveva un forte legame con la chiesa, dove aveva anche celebrato il proprio matrimonio.
Una sofferenza che, come sottolineato dal parroco, rimaneva in gran parte nascosta e non condivisa pienamente, rendendo ancora più difficile coglierne la gravità.
Il pensiero per la bambina e la speranza della comunità
Nel ricordare la tragedia, don Zoccoli ha rivolto un pensiero alla bambina di cinque anni e mezzo, attualmente ricoverata in gravi condizioni. “Aveva una grande voglia di vivere, come gli altri due. Sorridevano sempre quando arrivavano a messa”, ha detto, esprimendo la speranza che possa farcela.
Un dramma che lascia un segno profondo e riaccende l’attenzione sul tema del disagio psicologico, spesso silenzioso e difficile da intercettare, ma capace di generare conseguenze devastanti se non affrontato tempestivamente.