Sequestri negli stabilimenti balneari a Santa Maria del Cedro scoppia il caso amministrativo
Operatori nel caos alla vigilia dell’estate i legali denunciano irregolarità e chiedono la revisione dei provvedimenti
I sequestri preventivi e d’urgenza di alcune strutture balneari a Santa Maria del Cedro, avviati da Guardia costiera e carabinieri, stanno creando forte preoccupazione tra gli operatori del settore. Le operazioni, destinate a proseguire nei prossimi giorni, rischiano di paralizzare l’economia turistica locale proprio alla vigilia dell’avvio della stagione estiva.
Il nodo del piano spiaggia e le criticità amministrative
Secondo l’avvocato Italo Guagliano, la vicenda nasce da un “pasticcio burocratico” legato al Piano comunale di spiaggia. Il nuovo strumento urbanistico, presentato nel 2018, non è mai stato approvato definitivamente per la mancanza del parere della Regione Calabria e, dopo la bocciatura nell’ottobre 2025, è tornato in vigore il piano precedente. Questo non prevede concessioni annuali, generando incertezze sulle autorizzazioni e sulle modalità di utilizzo delle aree demaniali.
Le contestazioni dei legali e la difesa degli imprenditori
I legali dei concessionari contestano le modalità e le tempistiche degli interventi, sostenendo che agli imprenditori non sia stato concesso il tempo necessario per adeguarsi alle disposizioni. “È stato negato il diritto alla difesa”, afferma Guagliano, evidenziando l’assenza di comunicazioni tempestive e ufficiali da parte dell’amministrazione. Intanto, sono in corso iniziative legali per chiedere la revisione dei provvedimenti, mentre gli operatori chiedono di poter proseguire l’attività per evitare gravi ripercussioni economiche tra assunzioni già effettuate, prenotazioni confermate e forniture avviate.