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50°anniversario dell’Unical, il rettore Leone: «Più di centomila giovani calabresi laureati»

Una data da ricordare e festeggiare – quella del 19 Settembre – per l’Università della Calabria, giunta al suo 50° anniversario. In occasione delle celebrazioni dell’evento, il rettore dell’Unical, Nicola Leone, ha voluto esplicare il suo orgoglio con un discorso tenuto in aula magna, inaugurando l’anno accademico 2022/2023

«L’Unical ha laureato più di centomila giovani calabresi, che oggi in gran parte sono la classe dirigente di questa regione, realizzando così quello che era il sogno dei padri fondatori: cioè che l’università doveva diventare fucina della classe dirigente. Anche il presidente della Regione e il rettore dell’Unical, le due più grandi istituzioni calabresi – aggiunge – sono laureati dell’Università della Calabria. L’università nel solo 2022 ha già vinto bandi per più di 100 milioni di finanziamenti – continua Leone – e questo è una grande opportunità, ed è pronta a mettere le proprie competenze, progettualità e saperi a disposizione della regione per realizzare progetti ancora più ambiziosi».

L’Università della Calabria nasceva – come racconta anche lo stesso rettore – nel 1972 con una missione scientifica e al tempo stesso civile. Un sogno, una visione, una scommessa lanciata da Beniamino Andreatta e dai padri fondatori: realizzare nel sud un ateneo nuovo, con metodi formativi inediti e residenziale, che formasse la nuova classe dirigente e rendesse l’istruzione universitaria in Calabria opportunità per tutti.

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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