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La più profonda visione dell’universo mai catturata nella storia: le immagini del telescopio James Webb

Immaginate di vivere per tutta la vita guardando ogni cosa in maniera sfocata e distorta e poi, ad un certo punto, iniziare ad utilizzare delle lenti che rendono tutto il mondo intorno a voi più nitido e dettagliato: succede proprio questo con le immagini visibili grazie al telescopio spaziale James Webb, l’ambizioso, magico e potente progetto della Nasa che ha reso possibile ammirare l’alba dell’universo a pieni colori, catturando la luce proveniente da 13 miliardi di anni fa .

Oggi presentiamo all’umanità una visione rivoluzionaria del cosmo grazie al telescopio spaziale James Webb, una visione finora inedita”, ha commentato Bill Nelson, Amministratore della Nasa anticipando la presentazione delle prime immagini.

Sembrano scenari onirici e pittoreschi ma sono raffigurazioni reali, che rendono evidenza dell’enorme progresso della scienza, della tecnologia e dell’astronomia in questi venti anni di lavoro per la realizzazione del potente telescopio che ha reso possibile la “più profonda visione dell’universo mai catturata”.

La comprensione delle stelle e dell’universo cambia forma, muta e diventa più precisa e dettagliata. Dopo una prima anteprima, resa nota dal Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un incontro alla Casa Bianca, spuntano le prime cinque foto – pubblicate dalla stessa NASA – che ritraggono diversi oggetti cosmici e danno dimostrazione di come Webb possa vedere l’universo sulle frequenze dell’infrarosso.

La prima immagina resa nota in anteprima dallo stesso Presidente degli USA, è “l’ammasso di galassie SMACS 0723, paragonabile ad una sorta di lente di ingrandimento cosmica attraverso cui vedere galassie molto distanti. Esso rappresenta galassie formate subito dopo il Big Bang, più di 13 miliardi di anni fa.

 


La rappresentazione incarna la vita e la morte delle stelle, rappresentando una suggestiva immagine di due astri all’interno di una nebulosa, che girano uno intorno all’altro, in un’orbita abbastanza stretta. Si tratta della Nebulosa Anello del sud (NGC 3132)“, situata ad una distanza di circa 2500 anni luce da noi. La stella più fioca, posizionata al centro, ha emesso per migliaia di anni anelli di gas e polvere in tutte le direzioni. Questa immagine rivela – per la prima volta – che questa stella è avvolta da polvere, costituendo una delle nebulose più famose.

 



Una danza gravitazionale che vede quattro astri incontrarsi, intersecandosi e interagendo tra di loro, generando altre stelle. E’ la spettacolare “Stephan’s Quintet”, un raggruppamento visivo di cinque galassie, la quale costituisce l’immagine più grande mai catturata prima, contenendo oltre 150 milioni di pixel composti da oltre1.000 file immagine separati.

 



Sembra la rappresentazione dell’alba primordiale
, in una cortina di polveri e gas che culla le stelle appena nate.
La “scogliera cosmica” immortala la vera e propria “nascita delle stelle”, un momento mai riuscito a catturare fino ad ora. La figura che sembra una montagna non è altro che nebulosa generati da radiazioni ultravioletti e venti stellari.

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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