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“Stop ai cellulari in classe”: le proposte del ministro Valditara

“Via i cellulari dalle classi nelle ore di lezione”: è quanto ha affermato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara in un’intervista, proponendo una serie di ‘strette’ relative ai comportamenti da tenere in classe da parte degli studenti. In primis, il divieto dell’utilizzo di smartphone e cellulari all’interno delle aule durante le ore di lezione. 

“Io dico che non si deve entrare in classe con il cellulare. – continua il ministro – Lo si può lasciare all’ingresso o comunque fuori dalla lezione: a scuola si va per studiare non per chattare“.

La proposta ha come obiettivo quello di limitare il più possibile le distrazioni a cui vengono sottoposti gli studenti tramite che social e chatting. Il ministro aggiunge – inoltre – di voler abolire il reddito di cittadinanza per i giovani che non hanno “nemmeno raggiunto l’obbligo scolastico” – ossia che non hanno conseguito la licenza media – e di imporre i lavori socialmente utili a tutti quegli studenti che assumono atteggiamenti di violenza e bullismo all’interno degli istituti scolastici.

Valditara, in una nota, ha voluto precisare: “In Italia ci sono 364.101 percettori di Reddito di cittadinanza nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni. Di essi, abbiamo scoperto che ben 11.290 possiede soltanto la licenza elementare o addirittura nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media. Ebbene, noi riteniamo si debba prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico, per chi lo abbia illegalmente interrotto, o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore, ma non occupate né impegnate in aggiornamenti formativi, pena in entrambi i casi la perdita del reddito, o dell’eventuale misura assistenziale che dal 2024 lo sostituirà.

Questi ragazzi preferiscono percepire il Reddito anziché studiare e formarsi per costruire un proprio dignitoso progetto di vita”.

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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