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Violentata e picchiata per 12 ore in un motel da tre ragazzi: “Mi stavano addosso come fossi un animale”

“E’ stata ridotta in uno stato di soggezione e di terrore tale da non trovare la forza per gridare aiuto nemmeno quando i carabinieri sono entrati per controllare cosa stesse succedendo”: è quanto si legge sul Corriere della Sera in relazione ad un’agghiacciante vicenda consumata all’interno di uno squallido motel a a Cornaredo, in provincia di Milano, luogo in cui una ragazza di 23 anni è stata brutalmente violentata e picchiata per 12 ore consecutive da tre ragazzi. La giovane – di origine caraibica – era stata avvicinata in una nota discoteca del centro da un gruppo di cinque coetanei, tutti di origine albanese. Gli aguzzini hanno – sin da subito – ostentato i propri averi e le proprie ricchezze, quali soldi e orologi di lusso, ordinando parecchie bottiglie costose. Da quanto si apprende, la donna avrebbe successivamente accettato una somma di denaro in cambio di prestazioni sessuali che sarebbero dovute essere consumate con uno degli uomini. “Mi riempiva di frasi come “ti sposo, devi stare solo con me, noi siamo i capi del paese, comandiamo noi” afferma la vittima, asserendo – inoltre – che l’uomo in questione le avrebbe assicurato che si sarebbero spostati in un hotel a 5 stelle. La donna era totalmente ignara che – da lì a poco – sarebbe caduta in una trappola dai risvolti drammatici. Una volta entrati in auto – infatti – l’uomo si è allontanato dal centro con a bordo la donna. A seguire la vettura ci sono gli altri due uomini, che – insieme – raggiungono un motel della periferia. E’ bastato davvero poco a dare inizio a quello che sarebbe stato un incubo ad occhi aperti per la giovane ragazza. Botte, calci, pugni: ridotta come un sacco da boxe, la donna è stata vittima delle peggiori vessazioni da parte dei violentatori. “Mi stavano addosso come fossi un animale”. Ed ancora, foto e filmati in cui la vittima supplicava di essere lasciata libera, contornata dagli sputi e dalle risate dei cinque mostri, che – imbottiti di cocaina – sembravano alimentarsi del dolore della ragazza. 

A fermare per pochi minuti quel delirio è stato l’intervento dei carabinieri, sopraggiunti in camera per controllare uno dei tre aguzzini, il quale si trovava agli arresti domiciliari. Gli altri due – al momento del controllo – si sono nascosti in diversi punti della camera. Ma la ragazza era ridotta in una condizione talmente devastata e traumatizzata, da non essere riuscita neanche a gridare aiuto, così che gli uomini dell’arma non si sono neanche resi conto della sua presenza all’interno della camera. 

Lasciata dalle forze dell’ordine la camera del motel, le violenze nei confronti della donna sono continuate fino al pomeriggio del giorno dopo. Ancora frastornata, la donna è riuscita a fuggire in un momento in cui i tre uomini si erano allontanati, chiedendo di fare una telefonata in reception. Da lì scatteranno le denunce ai carabinieri e – successivamente – l’arresto per i tre uomini. 

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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