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Elezioni 2022, come sempre i “nominati” si decidono a Roma

Il 25 settembre gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento che sarà composto da 400 deputati e 200 senatori, ( ben 345 in meno rispetto all’attuale legislatura).

Saranno eletti con una legge elettorale ( detta Rosatellum dall’On. Ettore Rosato,
primo firmatario quando militava nel Pd) che definire cervellotica ed antidemocratica è troppo poco. Dei 400 deputati da eleggere 147 saranno eletti con il sistema maggioritario in collegi uninominali, dei 200 senatori gli eletti nei collegi uninominali saranno 74.

I rimanenti saranno eletti con il sistema proporzionale nei listini di partito. Il quorum è per il proporzionale del 3% per le singole liste e del 10% per una coalizione di più liste). Un sistema complicatissimo che consente, nella sua applicazione, ai segretari dei partiti e ai suoi fedelissimi di disegnare il Parlamento a loro piacere. Consente
di riempire il Parlamento dei cosiddetti “nominati”.

Ed è ovvio che il solo requisito è quello della fedeltà assoluta al capo. Il merito, la preparazione, la capacità sono inutili, anzi dannosi. Nel centrodestra sono molto più avanti rispetto al centrosinistra dove ancora non si è
ben definito neanche il perimetro delle coalizioni.

Nel centrodestra si calibrano i collegi con la spartizione fra i partiti già raggiunta. Nella riunione in programma per oggi ogni singolo partito della coalizione dovrà indicare il nome. Per come sostiene Affaritaliani.it “In Fratelli d’Italia sarà un mix tra Roma e territori, nella Lega decideranno le singole regioni ma con l’ok finale di Matteo Salvini
mentre in Forza Italia tutto è nelle mani di Silvio Berlusconi”.

Il tavolo romano che conta è composto da Antonio Tajani e il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, per Fi, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli per Fdi, Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti per la Lega, Lorenzo Cesa e Antonio De Poli per l’Udc. Saverio Romano per Noi con l’Italia.

E nell’ambito della spartizione dei 7 collegi uninominali della Calabria ( 5 alla Camera e 2 al Senato) per il centrodestra la novità dell’ultima ora è la richiesta da parte di uno dei partiti minori e precisamente “Coraggio Italia”, partito fondato dal Sindaco di Venezia, Luigi Brugnano, al quale spetterebbero tre collegi in Italia, di un collegio in Calabria per il deputato Maurizio Felice D’Ettorre, che, forte del buon risultato di Coraggio Italia nelle regionali del 2021, potrebbe essere candidato nel collegio uninominale alla Camera di Cosenza – Paola –
Castrovillari ( collegio ambito da Forza Italia con l’uscente deputato Andrea Gentile, figlio del potentissimo ex sottosegretario Antonio Gentile) o quello di Reggio Calabria.

Anche se il Governatore Roberto Occhiuto certamente tutelerà la candidatura del figlio del potente Antonio Gentile e anche quella del fratello Mario Occhiuto, già sindaco di Cosenza, che potrebbe essere inserito in qualche collegio sicuro o capolista al proporzionale al Senato.

Permangono seri problemi di collocazione per tanti parlamentari di Forza Italia, gli uscenti sono otto e permane ancora la possibilità che all’ultimo minuto la “quasi moglie” di Silvio Berlusconi, la giovane deputata uscente di soli 32 anni, On. Marta Fascina, decida di candidarsi nella regione più azzurra d’Italia, la Calabria, che è anche la sua regione, essendo nata a Melito Porto Salvo.

Ben più semplice il quadro della Lega dove l’uomo forte del partito, il deputato Domenico Furgiuele, si candiderà al collegio uninominale blindato di Catanzaro e capolista nel listino proporzionale. Qualche problema per il senatore uscente, Fausto De Angelis, considerando che ben difficilmente la Lega potrà raggiungere il quorum necessario per l’elezione nel listino di un senatore.

Al contrario grande bagarre per il secondo posto nel listino della Camera, considerato che nella certa elezione dell’On. Furgiuele nel collegio di Catanzaro, il secondo posto equivale all’ingresso a Montecitorio. Grande entusiasmo nel partito di Fratelli d’Italia che, con il vento in poppa nei sondaggi, mira a due collegi uninominali, a
due deputati eletti nel proporzionale alla Camera e a un senatore nel proporzionale al Senato.

Probabilmente capolista al Senato potrebbe essere Ernesto Rapani, in buoni rapporti con la Meloni, e già
segretario regionale. Alla Camera capolista l’uscente Wanda Ferro e numero due l’europarlamentare Vincenzo Sofo mentre l’assessore regionale Fausto Orsomarso, potrebbe essere candidato in uno dei due collegi uninominali della provincia di Cosenza. Un puzzle non facile da risolvere.

Inoltre anche l’Udc guarda alla Calabria, unico feudo in Italia, con una candidatura per il segretario nazionale, Lorenzo Cesa, che dovrà trovare un collegio sicura per entrare in Parlamento. Tanti i pretendenti e pochi, anzi pochissimi i posti disponibili.

Non dimentichiamo e ripetiamo che la Calabria dai 32 parlamentari uscenti (30 eletti + 2 con i resti nazionali) passerà a solo 19. Il tutto con una campagna elettorale che non appassiona nessuno, nel torrido mese di agosto.

Tanto si compie tutto a Roma nelle ovattate stanze del potere con aria condizionata e mille privilegi. Il popolino, nella falsa democrazia del nostro Paese conta sempre meno.

Gianfranco Bonofiglio

Redazione Calabria News 24

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