Arte contemporanea e memoria storica si incontrano a Diamante con la seconda edizione del FAC – Festival delle Arti e delle Culture, che dal 15 al 20 settembre ha animato il centro cittadino con un programma dedicato all’arte urbana, alla valorizzazione del patrimonio e alla partecipazione della comunità. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato il rapporto tra futuro e memoria, partendo proprio dagli storici murales che hanno reso Diamante uno dei luoghi simbolo dell’arte pubblica italiana.

Tra gli interventi più significativi figura la nuova opera “Luna Madre” dell’artista torinese Vesod, curata da Gulìa Urbana, affiancata da un articolato lavoro di recupero di alcuni murales risalenti al 1981. I restauri, ancora in corso, vedono impegnati gli artisti Angelo Aligia, Francesco Minuti e Francesco Cirillo con l’obiettivo di restituire leggibilità e nuova vita a opere ormai parte integrante dell’identità culturale della città.

Studenti e bambini protagonisti del Festival

Uno spazio importante è stato riservato alle nuove generazioni. Studentesse e studenti dell’IIS Diamante-Praia hanno attraversato il centro storico accompagnati dall’artista e consigliere comunale con delega all’Arte e ai Murales Antonino Perrotta, entrando direttamente in contatto con gli artisti impegnati nelle attività di restauro e assistendo alla realizzazione dell’opera di Vesod.

A Largo Savonarola, invece, il FAC LAB ha coinvolto i bambini in un laboratorio pensato per avvicinarli al linguaggio dell’arte e della creatività. Un percorso che ha trasformato il Festival anche in un’occasione educativa, rafforzando il legame tra patrimonio artistico, territorio e comunità.

Il confronto sull’arte pubblica e le reti culturali del Sud

Tra gli appuntamenti centrali del programma anche il FAC Talk “Nel tempo e nello spazio”, curato da Luca Borriello, responsabile di INWARD – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana. L’incontro ha messo a confronto le esperienze di OSA Festival, Appartengo e Gulìa Urbana, aprendo una riflessione sul rapporto tra festival, arte pubblica e territori.

Al centro del dibattito anche la necessità di costruire reti solide tra le realtà culturali del Mezzogiorno, in grado di dare continuità ai progetti e rafforzarne la capacità di incidere sullo sviluppo locale. Nel programma non è mancato il dialogo tra linguaggi artistici differenti: con “Women, Jazz & Wine”, iniziativa curata dall’Associazione Culturale Gaia e diretta da Sergio Gimigliano, musica jazz, convivialità e partecipazione hanno caratterizzato quattro spettacoli itineranti.

L’obiettivo: una programmazione stabile per l’arte pubblica

Per l’amministrazione comunale il FAC rappresenta un punto di partenza per costruire una strategia più ampia e continuativa. Il sindaco Achille Ordine ha sottolineato la volontà di trasformare le iniziative in una programmazione stabile, sostenuta da risorse, manutenzione e strumenti di tutela, affinché l’arte pubblica possa continuare a produrre ricadute culturali, sociali e turistiche.

Una linea condivisa anche dal consigliere Antonino Perrotta, che evidenzia come il Festival rafforzi il ruolo di Diamante quale città dei murales e spazio aperto alla sperimentazione contemporanea. La prospettiva è quella di un progetto permanente capace, da un lato, di custodire le opere storiche e, dall’altro, di accogliere nuovi linguaggi e nuove produzioni artistiche.

L’edizione 2026 ha così confermato la volontà di mettere in relazione istituzioni, associazioni, scuole, artisti e realtà del territorio, utilizzando la cultura come strumento di rigenerazione e partecipazione. Intanto proseguono gli interventi di restauro sui murales storici, tassello centrale di un percorso che punta a conservare la memoria artistica della città e consegnarla alle generazioni future.