L'alluvione dei mesi scorsi
L'alluvione dei mesi scorsi

La Calabria si conferma tra i territori italiani maggiormente vulnerabili agli effetti della crisi climatica. Dal 2010 sono stati censiti 104 eventi meteorologici estremi, 89 dei quali si sono verificati dal 2015.

È quanto emerge dal report di Legambiente “Spiagge. Gli impatti degli eventi meteo estremi e la gestione delle aree costiere italiane”, realizzato insieme all’Osservatorio Città Clima. Nel quadro nazionale, la Calabria risulta la terza regione per numero di eventi estremi registrati.

I dati descrivono un territorio costiero sempre più esposto a piogge intense, allagamenti, danni alle infrastrutture e fenomeni erosivi.

Lamezia Terme e Reggio Calabria tra i centri più colpiti

Tra le città maggiormente interessate figura Lamezia Terme, dove sono stati censiti 15 eventi estremi, legati soprattutto ad allagamenti provocati da precipitazioni particolarmente intense.

Segue Reggio Calabria con 12 episodi, caratterizzati principalmente da allagamenti e danni alle infrastrutture causati dalle piogge.

La concentrazione degli eventi negli ultimi dieci anni evidenzia, secondo Legambiente, una progressiva intensificazione dei fenomeni e la necessità di intervenire con politiche di prevenzione e adattamento più efficaci.

Parretta: «Servono azioni urgenti lungo le coste»

«Il Rapporto Spiagge fornisce un quadro analitico estremamente importante per la nostra regione», afferma Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria.

Secondo Parretta, i dati devono rappresentare il punto di partenza per migliorare gli interventi già avviati e affrontare le criticità ancora aperte con un approccio costruttivo.

«Occorre mettere in campo, lungo le coste calabresi, azioni incisive e urgenti di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici», sottolinea.

La richiesta di liberare i litorali dal cemento

Legambiente richiama anche la necessità di ridurre la pressione urbanistica sulle coste.

L’associazione chiede di liberare i litorali dal cemento, troppo spesso anche illegale, tutelare gli ecosistemi marini e costieri e adottare politiche rigorose contro ogni forma di inquinamento.

La protezione delle spiagge, secondo l’organizzazione ambientalista, deve essere inserita in una strategia complessiva capace di tenere insieme sicurezza del territorio, salvaguardia ambientale e sviluppo sostenibile.

Oltre un quarto della costa bassa è in erosione

Il report dedica particolare attenzione anche al fenomeno dell’erosione costiera. Secondo i dati Ispra richiamati da Legambiente, la Calabria conta circa 613 chilometri di costa bassa.

Di questi, il 26,2% è interessato da fenomeni erosivi. Una condizione che rende ancora più urgente l’adozione di interventi strutturali per proteggere spiagge, infrastrutture e centri abitati.

Una strategia per il futuro dei litorali

Per Legambiente, la risposta non può limitarsi agli interventi emergenziali successivi a mareggiate, alluvioni o cedimenti.

Serve una strategia di adattamento capace di coniugare tutela degli ecosistemi, sicurezza delle comunità e valorizzazione del patrimonio costiero.

La sfida riguarda l’intera Calabria e impone una programmazione di lungo periodo, in grado di ridurre la vulnerabilità dei territori e preparare le città costiere a eventi sempre più frequenti e intensi.