Maternità in Calabria, migliorano lavoro e salute ma restano carenze nei servizi
Il rapporto Save The Children 2026 premia la regione con due posizioni in più nella classifica nazionale, ma pesano ancora la scarsa offerta di asili nido e le criticità sociali per le donne
La Calabria migliora la propria posizione nella classifica nazionale contenuta nell’undicesimo rapporto di Save The Children “Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026”. La regione guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno, attestandosi al sedicesimo posto in Italia. Il report analizza sette dimensioni fondamentali legate alla qualità della vita delle madri e delle famiglie: demografia, lavoro, rappresentanza politica, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza. Secondo il rapporto, le regioni del Sud Italia risultano spesso più “mother friendly”, grazie a dinamiche sociali e familiari che favoriscono la maternità, pur in presenza di criticità strutturali ancora evidenti.
Occupazione femminile e salute in crescita nel territorio calabrese
Tra gli aspetti più positivi emerge il miglioramento nel settore del lavoro femminile. La Calabria passa dal diciassettesimo al dodicesimo posto nell’indice che misura la capacità del mercato del lavoro di sostenere le madri e conciliare vita professionale e familiare. Il rapporto evidenzia una diminuzione del part-time involontario tra le donne e un aumento dell’occupazione femminile tra le madri con figli minorenni. La regione si conferma inoltre al quinto posto nazionale nella dimensione “Demografia”, grazie a un tasso di fecondità superiore alla media italiana. Migliora anche il dato relativo alla salute di madri e bambini, con la Calabria che sale al quindicesimo posto nella graduatoria dedicata a cura, nutrizione e tutela sanitaria.
Servizi per l’infanzia ancora insufficienti e criticità sociali
Restano però forti criticità sul fronte dei servizi educativi per la prima infanzia. La Calabria si conferma al diciannovesimo posto in Italia per disponibilità di asili nido e strutture pubbliche dedicate ai bambini, con un’offerta pari al 5,9%, molto distante dalla media nazionale del 18,5%. Difficoltà emergono anche nella soddisfazione soggettiva delle donne rispetto al lavoro e al tempo libero, ambito nel quale la regione occupa il diciannovesimo posto. Peggiora infine il dato relativo alla presenza di centri antiviolenza e case rifugio, con la Calabria che perde tre posizioni scendendo al diciassettesimo posto nella classifica nazionale.