Antimafia, via libera alla riforma sui beni confiscati
Minasi: “Un passo decisivo per colpire i patrimoni mafiosi e allinearci al quadro europeo”
La Commissione parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità la relazione sull’adeguamento del Codice antimafia al nuovo quadro europeo sul recupero e la confisca dei beni. A sottolinearne il valore è la senatrice leghista Tilde Minasi, componente della Commissione e del Comitato sui beni confiscati, che definisce il voto un passaggio cruciale per rafforzare la risposta patrimoniale alla criminalità organizzata e rendere più omogenei gli strumenti in uso nei Paesi dell’Unione.
Un voto unanime in Commissione Antimafia
La relazione, presentata dal collega della Lega Erik Umberto Pretto, mira a rendere il sistema italiano coerente con le nuove regole europee su rintraccio, congelamento e confisca dei beni illeciti. Un segnale politico rilevante, secondo Minasi, perché rafforza la strategia di contrasto patrimoniale, riconosciuta come uno dei pilastri dell’azione antimafia.
La direttiva Ue e le nuove regole comuni
Al centro dell’intervento la direttiva UE 2024/1260, che introduce standard minimi comuni per l’individuazione e la gestione dei beni, richiamando l’esigenza di preservarne il valore e garantirne una destinazione coerente con l’interesse pubblico. Il recepimento dovrà avvenire entro il 23 novembre 2026, una scadenza che, secondo la senatrice, va sfruttata per superare ritardi e frammentazioni e rendere più efficiente l’intero percorso, dal sequestro al riuso sociale.
Dall’Europa una spinta attesa
Minasi evidenzia anche il valore politico dell’iniziativa europea. L’Italia, primo Paese ad aver varato un sistema unitario e strutturato di norme antimafia, attendeva da tempo un allineamento degli altri Stati membri. Uniformare le leggi europee, spiega, è essenziale per contrastare organizzazioni criminali sempre più pervas ive oltre i confini nazionali.
I numeri dell’economia criminale
L’urgenza dell’intervento è confermata dai dati richiamati a livello europeo: nel 2019 i ricavi dei principali mercati criminali nell’Unione sono stati stimati in circa 139 miliardi di euro. Una massa finanziaria che alimenta potere, infiltrazioni e corruzione. Colpire i patrimoni illeciti in modo unitario significa indebolire i clan e restituire risorse alla collettività.
Il riuso sociale come obiettivo centrale
Per Minasi, l’aggressione ai patrimoni mafiosi non è solo repressione ma anche risarcimento sociale. Restituire i beni confiscati ai cittadini offre nuove opportunità di sviluppo e legalità ai territori, evitando che immobili e asset restino abbandonati o vandalizzati, come accaduto in passato.
L’impegno della Lega in Parlamento
La senatrice rivendica l’impegno del suo partito sul fronte patrimoniale. In Senato è cofirmataria del disegno di legge sulle disposizioni per la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, d’iniziativa del senatore Massimo Garavaglia. L’obiettivo è accelerare il riutilizzo dei beni, con procedure chiare e controlli rigorosi, sostenendo Comuni, terzo settore ed economia sociale.
“Così lo Stato mostra la sua forza”
La conclusione è un messaggio politico netto: lo Stato diventa modello quando trasforma la sottrazione del potere mafioso in opportunità concrete di legalità e sviluppo. Una strategia che, secondo Minasi, rende visibile la forza delle istituzioni e rafforza la fiducia dei cittadini nella lotta alle mafie.