Un’inchiesta avviata dai militari dell’Arma dei Carabinieri della stazione di Belvedere Spinello, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, ha portato alla luce presunte gravi criticità nella gestione del servizio idrico integrato del comune. Al termine delle indagini preliminari quattro persone hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, con accuse che vanno dall’inquinamento ambientale al falso ideologico.

Depuratori non funzionanti e scarichi nel fiume Neto

L’attenzione degli investigatori si è concentrata sugli impianti di depurazione situati nelle località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la mancata manutenzione delle strutture avrebbe provocato lo sversamento continuo di reflui fognari non depurati. I liquami avrebbero seguito il naturale deflusso delle acque fino a raggiungere il Fiume Neto, causando l’impaludamento di alcune aree e un significativo deterioramento delle condizioni ambientali.

Accuse di danno ambientale e irregolarità contabili

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato il deterioramento delle acque del Neto, zona inclusa nella Rete Natura 2000. Le analisi tecniche avrebbero rilevato la presenza di elevati carichi organici e batteriologici, tra cui il batterio Escherichia coli, con possibili effetti negativi sull’ecosistema e sulla biodiversità.

Parallelamente gli investigatori contestano presunte irregolarità nella gestione contabile del servizio idrico tra il 2021 e il 2025. Secondo l’ipotesi accusatoria, nei bilanci sarebbero state inserite entrate mai effettivamente richieste agli utenti tramite fatturazione, generando un deficit che avrebbe impedito la corretta manutenzione degli impianti. In questo contesto, a uno degli indagati viene contestata anche la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e RAEE rinvenuti nelle vicinanze dell’impianto di “Chiatrette”.