Il carcere di Cosenza
Il carcere di Cosenza

Visita istituzionale questa mattina nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza, dove una delegazione composta da amministratori, parlamentari e rappresentanti della Camera penale ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni della struttura penitenziaria.

L’iniziativa arriva dopo la relazione redatta dalla garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale, Emilia Corea, elaborata a seguito di una doppia ispezione svolta nello scorso mese di marzo all’interno dell’istituto.

Al centro della visita vi sono state le criticità strutturali e gestionali segnalate nel report, con particolare attenzione al tema del sovraffollamento carcerario e alle condizioni di vita dei detenuti.

Chiara Penna chiede un cambio di approccio sul sistema penitenziario

All’uscita dal sopralluogo è intervenuta la consigliera comunale e criminologa Chiara Penna, presidente della commissione legalità del Comune di Cosenza, che ha evidenziato le contraddizioni dell’attuale sistema penale e penitenziario.

Secondo Penna, non è possibile affrontare il problema del sovraffollamento continuando contemporaneamente a puntare sull’inasprimento delle pene, sull’aumento del ricorso alla custodia cautelare in carcere e sulle limitazioni all’accesso alle misure alternative alla detenzione.

La consigliera ha parlato del rischio di un “cortocircuito evidente”, sottolineando come l’approccio esclusivamente repressivo finisca per aggravare ulteriormente la congestione del sistema penitenziario senza incidere sulle cause profonde del fenomeno.

Per Penna sarebbe necessario un ripensamento complessivo delle politiche penali, accompagnato da un maggiore utilizzo delle misure alternative e da una gestione più equilibrata degli strumenti cautelari.

Detenuti stranieri e salute mentale tra le emergenze evidenziate

Nel corso delle dichiarazioni, la presidente della commissione legalità ha posto l’attenzione anche sulla significativa presenza di detenuti stranieri all’interno della struttura, spesso privi di adeguati strumenti di mediazione culturale.

Un altro tema ritenuto centrale riguarda la salute mentale dei detenuti. Secondo Penna, esiste infatti una quota rilevante di persone non compatibili con il regime carcerario tradizionale e che necessiterebbero di percorsi sanitari e assistenziali specifici.

La consigliera ha inoltre ribadito la necessità che gli istituti penitenziari non diventino “contenitori residuali delle criticità sociali”, chiedendo una gestione più umana e razionale dell’intero sistema.

Tra le possibili soluzioni indicate figurano il rafforzamento delle misure alternative alla detenzione, una riduzione dell’abuso della custodia cautelare e una riflessione su strumenti come amnistia e indulto.

Presenti istituzioni e rappresentanti della Camera penale

Alla visita nel carcere cosentino hanno partecipato anche il sindaco Franz Caruso, una delegazione della Camera penale di Cosenza guidata dal presidente Roberto Le Pera e i parlamentari Fausto Orsomarso e Simona Loizzo.

Assenti invece i parlamentari del centrosinistra. Il sopralluogo si inserisce nel dibattito sempre più acceso sulle condizioni del sistema carcerario italiano e sulle difficoltà operative che interessano molte strutture penitenziarie, comprese quelle calabresi.