Sorianello, piccolo borgo nei pressi di Soriano Calabro, nacque intorno all’anno mille, sviluppandosi con l’arrivo dei Normanni. Il Conte Ruggero lo pose sotto la sua signoria come feudo strategico, grazie alla posizione tra la comunità monastica certosina di Serra San Bruno e Mileto, sua residenza. Il paese divenne così luogo di passaggio e incontro per prelati, dignitari e uomini di pensiero dell’epoca. Tra questi spiccava San Bruno, amico e consigliere del Conte, che frequentemente si recava a Mileto per visitare il suo benefattore.

La leggenda dell’ulivo millenario

La tradizione racconta che, durante i suoi viaggi, San Bruno si fermasse a riposare e pregare all’interno di un imponente ulivo tozzo e cavo, considerato sacro dalla comunità locale. Questo albero, conosciuto come “ulivo di San Bruno”, divenne nel tempo simbolo di spiritualità e memoria storica, tramandando l’episodio ai posteri come segno tangibile della presenza del santo nella regione.

La chiesetta e il culto contemporaneo

Nel 1884, la comunità monastica di Serra acquistò il luogo sacro e vi edificò una piccola chiesa dedicata a San Bruno. All’interno si trova una lapide marmorea con iscrizione latina che ricorda la leggenda, mentre all’esterno una scultura in granito raffigura il santo con i salmi in mano accanto all’ulivo venerato. Oggi il sito rappresenta non solo un richiamo storico e religioso, ma anche un punto di incontro per devoti e visitatori, custode di secoli di tradizione calabrese.