La Calabria entra ufficialmente nello stato di emergenza nazionale. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per i territori di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi.

L’annuncio

L’annuncio è arrivato al termine della riunione del governo Meloni. «Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per ulteriori 12, come prevede il Codice della Protezione civile», ha spiegato Musumeci in una nota ufficiale.

Per far fronte ai primi interventi urgenti – messa in sicurezza, assistenza alla popolazione e ripristino dei servizi essenziali – il Consiglio dei ministri ha stanziato 100 milioni di euro complessivi, che saranno attinti dal Fondo per le emergenze nazionali, in base a quanto previsto dall’articolo 25 del Codice di Protezione civile.

Un passaggio chiave riguarda anche la fase successiva alla gestione dell’emergenza. «L’attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione», ha annunciato Musumeci. I governatori di Calabria, Sicilia e Sardegna sono stati infatti nominati commissari delegati, con ampi poteri di deroga, per accelerare procedure, interventi e cantieri.

Gli ingenti danni

Per la Calabria si tratta di un passaggio cruciale, dopo i danni causati dalle forti piogge, dalle frane e dagli allagamenti che hanno colpito diverse aree del territorio regionale. La dichiarazione dello stato di emergenza consentirà di snellire le procedure burocratiche e intervenire più rapidamente su infrastrutture, viabilità e sicurezza del territorio.

Ora l’attenzione si sposta sulla quantificazione puntuale dei danni e sulla ripartizione delle risorse, mentre i Comuni attendono indicazioni operative per l’avvio degli interventi urgenti.