Pesca e acquacoltura, Gallo: «Indennizzi per sostenere le imprese calabresi»
L’assessore regionale annuncia la misura destinata a compensare i maggiori costi di produzione. Domande entro le ore 16 del 3 settembre 2026
La misura punta a compensare l’aumento dei costi di produzione provocato dalle tensioni sui mercati internazionali. Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese del comparto, che potranno presentare domanda entro il 3 settembre 2026.
Un sostegno contro l’aumento dei costi
La Regione Calabria ha pubblicato un nuovo avviso destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura che, nel corso del 2026, hanno dovuto affrontare un significativo incremento delle spese necessarie allo svolgimento delle proprie attività. L’intervento nasce con l’obiettivo di attenuare le conseguenze economiche provocate dalla perturbazione dei mercati internazionali e dalle difficoltà che hanno interessato la catena di approvvigionamento dei prodotti ittici.
Il rincaro delle materie prime, dei carburanti, dell’energia e di numerosi servizi indispensabili ha infatti esercitato una forte pressione sui bilanci delle aziende, mettendo a rischio la redditività e, in alcuni casi, la continuità delle attività produttive. Attraverso gli indennizzi, l’amministrazione regionale intende offrire una risposta concreta agli operatori del comparto, sostenendo un settore strategico per l’economia delle aree costiere e per la tutela delle produzioni locali.
La misura rientra nel Programma nazionale Feampa 2021-2027 e trova applicazione in seguito al riconoscimento, da parte della Commissione europea, della situazione determinatasi in Medio Oriente come evento eccezionale capace di incidere sull’andamento dei mercati e sui costi sostenuti dalle imprese.
I beneficiari e le spese ammesse
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Potranno quindi accedere alla procedura le imprese armatrici di imbarcazioni da pesca e le aziende acquicole che dimostreranno di avere sostenuto costi aggiuntivi nel periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026.
Gli indennizzi sono finalizzati a compensare, almeno in parte, le maggiori spese riconducibili agli effetti della crisi internazionale sulla filiera. La misura vuole evitare che l’aumento dei costi si traduca in una riduzione delle attività, in una perdita di competitività o in ulteriori difficoltà per le imprese già chiamate a confrontarsi con problemi strutturali e con l’instabilità dei mercati.
L’intervento rappresenta dunque uno strumento di tutela per un comparto che riveste una particolare importanza in Calabria, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo occupazionale e sociale. Pesca e acquacoltura costituiscono infatti una risorsa fondamentale per numerose comunità costiere, contribuendo alla produzione alimentare, alla valorizzazione delle tradizioni locali e alla conservazione di professionalità che si tramandano da generazioni.
Domande entro il 3 settembre
L’assessore regionale all’Agricoltura, alle Aree interne e alle Politiche di connessione territoriale, Gianluca Gallo, ha sottolineato come il nuovo avviso rappresenti una risposta tempestiva alle esigenze delle imprese colpite dalle conseguenze economiche della crisi internazionale. L’obiettivo, ha spiegato, è salvaguardare la competitività delle aziende e garantire loro strumenti utili per proseguire le attività senza compromettere gli equilibri produttivi.
Le imprese interessate dovranno presentare la domanda seguendo le procedure e la documentazione previste dal bando regionale. Il termine ultimo è fissato alle ore 16 del 3 settembre 2026. Sarà quindi necessario rispettare attentamente modalità, requisiti e scadenze indicati nell’avviso per poter accedere agli indennizzi.
Con questa misura, la Regione punta a rafforzare la capacità di tenuta del settore e ad accompagnare gli operatori in una fase caratterizzata da forti incertezze economiche. Il sostegno economico potrà contribuire a ridurre l’impatto dei rincari, difendere i livelli produttivi e preservare il ruolo della pesca e dell’acquacoltura all’interno del sistema agroalimentare calabrese.