La Consipe esprime grande apprezzamento per l’operato del personale di Polizia Penitenziaria protagonista, in Calabria, di due distinti episodi che hanno messo in evidenza competenza, attenzione e prontezza di intervento. A darne notizia è il delegato nazionale Giuseppe Marino, che sottolinea come tali azioni rappresentino un esempio concreto di professionalità al servizio della sicurezza e della tutela della vita umana.

Il sequestro del drone nel carcere di Reggio Calabria

Il primo episodio si è verificato nella mattinata di ieri presso il carcere di Reggio Calabria, nella zona di Arghillà. Qui il personale di Polizia Penitenziaria è riuscito a intercettare e sequestrare un drone utilizzato per introdurre illegalmente dispositivi all’interno dell’istituto. Il velivolo trasportava cinque smartphone, un mini telefono e cinque schede sim, materiale destinato a compromettere la sicurezza interna del penitenziario e a favorire comunicazioni illecite con l’esterno.

L’intervento salvavita nella Casa Circondariale di Catanzaro

Il secondo episodio si è consumato nella serata di ieri presso la Casa Circondariale di Catanzaro. In questo caso, un agente di sezione è intervenuto con tempestività e grande lucidità per sventare il tentativo di suicidio di un detenuto. Un’azione rapida e determinante che ha permesso di salvare una vita, dimostrando come il ruolo della Polizia Penitenziaria non si limiti alla vigilanza, ma includa anche una forte dimensione umana e di responsabilità sociale.

Professionalità che va riconosciuta e valorizzata

Secondo il Consipe, i due episodi evidenziano ancora una volta il livello di preparazione e dedizione del personale in servizio negli istituti penitenziari calabresi. Azioni che, pur svolgendosi spesso lontano dai riflettori, risultano fondamentali per garantire sicurezza, legalità e tutela della dignità delle persone detenute.

L’appello per misure urgenti

Alla luce di quanto accaduto, la Confederazione sindacale di Polizia Penitenziaria chiede l’adozione di misure urgenti da parte delle istituzioni competenti. Da un lato, viene sollecitato un riconoscimento concreto e formale per la professionalità dimostrata dagli agenti; dall’altro, si invoca il rafforzamento delle misure di sicurezza, soprattutto contro l’uso di droni e altri strumenti sempre più sofisticati utilizzati per introdurre illegalmente oggetti negli istituti di pena.

La realtà delle carceri calabresi

Gli episodi di Reggio Calabria e Catanzaro riportano l’attenzione sulla complessità del lavoro quotidiano svolto dalla Polizia Penitenziaria in Calabria. Un contesto in cui sicurezza, prevenzione e attenzione alla persona si intrecciano continuamente, rendendo indispensabile investire in risorse, tecnologie e valorizzazione del personale che opera in prima linea.