Trattore ribaltato
Trattore ribaltato

MAIDA – Aveva soltanto 24 anni quando perse la vita in un incidente con il trattore mentre si stava recando al lavoro. A distanza di quasi sette anni dalla tragedia, arriva un nuovo e definitivo passaggio giudiziario nella vicenda di Domenico Tedesco, giovane di Maida morto il 17 dicembre 2019 lungo la strada provinciale 113, tra San Pietro a Maida e Maida. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dal datore di lavoro e dal proprietario del mezzo agricolo, confermando il diritto dei familiari della vittima a ottenere il risarcimento dei danni.

La tragedia sulla provinciale 113

L'incidente si verificò nella mattinata di una settimana prima di Natale. Tedesco, che da alcuni mesi lavorava per un'azienda agricola, era alla guida di un trattore con rimorchio quando il mezzo si ribaltò in seguito allo scoppio di uno pneumatico. Per il giovane non ci fu nulla da fare.

Una morte che aveva profondamente colpito le comunità di Maida e San Pietro a Maida. La vicenda era successivamente approdata nelle aule giudiziarie, con il titolare dell'azienda agricola, Vincenzo Greco, e il proprietario del trattore, Giuseppe Greco, chiamati a rispondere di omicidio colposo.

Dall'assoluzione alla condanna al risarcimento

Nel procedimento penale di primo grado, il 18 aprile 2023, entrambi gli imputati erano stati assolti dal Gup del Tribunale di Lamezia Terme. La pronuncia aveva escluso anche il riconoscimento del risarcimento ai familiari della vittima, costituitisi parte civile.

La vicenda ha però avuto un diverso esito in appello. Con sentenza del 29 settembre 2025, la Corte d'Appello ha riformato la precedente decisione, accogliendo l'impugnazione delle sole parti civili e condannando i due imputati, agli effetti civili, al risarcimento dei danni, da quantificare in una separata sede.

Contro questa pronuncia sono stati presentati ricorsi in Cassazione. La Suprema Corte li ha rigettati, rendendo definitiva la decisione sul diritto al risarcimento per i familiari di Domenico, ovvero i genitori e la sorella.

Le irregolarità del trattore e del rimorchio

Tra gli aspetti centrali della ricostruzione giudiziaria figurano le condizioni del mezzo agricolo utilizzato dal giovane. Secondo quanto evidenziato dai giudici d'appello e richiamato dalla Cassazione, il trattore e il rimorchio presentavano diverse criticità rispetto ai requisiti di sicurezza e alle caratteristiche di omologazione. In particolare, il rimorchio era privo di sistema frenante e presentava modifiche al cassone, alla tara, alle ruote e agli pneumatici. Il trattore, invece, non disponeva della cabina prevista in fase di omologazione, sostituita da un arco antiribaltamento artigianale e non collaudato. Sul mezzo era inoltre installato un caricatore non autorizzato, sul quale erano presenti reti per la raccolta delle olive, per un peso di circa 120 chilogrammi.

Lo scoppio dello pneumatico e il nesso con l'incidente

Secondo la ricostruzione accolta in appello, la causa primaria del sinistro sarebbe stata lo scoppio dello pneumatico sinistro del rimorchio, favorito dalla perdita di pressione, dall'usura e dal sovraccarico del mezzo. Il conseguente sbandamento avrebbe provocato una manovra correttiva culminata nel ribaltamento del trattore. I giudici hanno inoltre ritenuto che il peso delle reti e la configurazione irregolare del caricatore avessero contribuito sia allo scoppio sia al successivo ribaltamento. Non è stata considerata sufficiente a interrompere il nesso causale la circostanza che il giovane non indossasse la cintura di sicurezza e avesse effettuato una manovra imprudente. Secondo la Corte, il suo comportamento non aveva introdotto un rischio estraneo a quello che le norme sulla sicurezza del lavoro miravano a prevenire.

Le responsabilità del datore di lavoro e del proprietario

La Corte d'Appello ha individuato la responsabilità civile di Vincenzo Greco nella sua posizione di datore di lavoro, tenuto a mettere a disposizione del dipendente attrezzature sicure, conformi alle prescrizioni e adeguatamente controllate. Per Giuseppe Greco, proprietario del trattore, la responsabilità è stata invece ricondotta alla concessione in uso di un mezzo non idoneo alla circolazione stradale e caratterizzato da difformità rispetto alle caratteristiche omologate, in violazione delle disposizioni previste dal decreto legislativo 81 del 2008.

Con il rigetto dei ricorsi in Cassazione si chiude dunque il percorso giudiziario relativo al riconoscimento del risarcimento agli effetti civili. Per la famiglia di Domenico Tedesco, morto a soli 24 anni mentre si recava al lavoro, arriva un passaggio definitivo dopo una vicenda giudiziaria durata quasi sette anni.