Sospetto botulismo, antitossina da Cosenza a Reggio Calabria in meno di due ore
Il microdeposito dell’Annunziata consente al Gom di ricevere rapidamente il farmaco salvavita dopo il via libera del Centro Antiveleni di Pavia

L’accordo tra Regione Calabria e ministero della Salute ha consentito di rendere disponibile in tempi molto rapidi l’antitossina botulinica al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Una fiala del farmaco è stata trasferita nella notte dalla Terapia intensiva dell’ospedale Annunziata di Cosenza, individuata come microdeposito autorizzato per la custodia dell’antidoto. Al Gom è ricoverato un paziente con sospetto botulismo e i sanitari, dopo aver contattato il Centro Antiveleni di Pavia, hanno ricevuto indicazione per la somministrazione del farmaco.
Il microdeposito nato dopo l’emergenza del 2025
La presenza dell’antitossina direttamente sul territorio calabrese ha permesso di evitare i tempi più lunghi necessari per far arrivare il farmaco da depositi nazionali situati fuori regione. Il sistema è stato attivato dopo l’emergenza botulismo che nell’agosto 2025 interessò la Calabria, quando fu necessario ricorrere a trasferimenti straordinari dell’antidoto dalla Farmacia militare di Taranto e successivamente attraverso la rete nazionale delle scorte strategiche. Da quell’esperienza è nato il percorso avviato dal presidente Roberto Occhiuto con il ministero della Salute per garantire una risposta più rapida in caso di nuove emergenze.
Bruni: «Uno strumento di sicurezza sanitaria»
Secondo Andrea Bruni, direttore dell’Unità operativa complessa di Terapia intensiva e anestesiologia dell’Annunziata di Cosenza, quanto accaduto conferma l’efficacia dell’intesa raggiunta. Disporre dell’antitossina in Calabria, ha spiegato, significa poter contare su un farmaco salvavita senza attendere trasferimenti da centinaia di chilometri di distanza. Nel caso del botulismo, la tempestività è infatti decisiva. Il microdeposito rappresenta così non soltanto una soluzione organizzativa, ma un presidio di sicurezza per l’intera rete ospedaliera regionale, capace di migliorare la risposta a eventi rari ma potenzialmente molto gravi.
