Nuovo incontro alla Cittadella regionale sulle vertenze degli ex Lsu-Lpu e dei Tis calabresi. La delegazione di UGL Autonomie, composta da Gianvincenzo Benito Petrassi, Romolo Cozza, Giovanni Conforti e Luca Muzzopappa, ha incontrato l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese, insieme ai rappresentanti del Dipartimento Lavoro. Calabrese detiene attualmente le deleghe regionali in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive.

Il sindacato ha fatto il punto sulle interlocuzioni avviate a livello nazionale per affrontare soprattutto il nodo previdenziale degli ex Lsu-Lpu. Secondo UGL, molti lavoratori, dopo anni di attività caratterizzati da contribuzione insufficiente, rischiano di arrivare alla pensione con assegni estremamente bassi. Il sindacato riferisce che alcuni ex lavoratori già pensionati avrebbero ricevuto dall’Inps comunicazioni relative ad assegni netti intorno ai 500 euro mensili.

La proposta di un fondo per integrare le pensioni

Tra i temi centrali del confronto anche l’utilizzo delle economie disponibili sul fondo destinato agli ex Lsu-Lpu. Secondo quanto riferito da UGL, le risorse residue supererebbero il milione di euro. Una distribuzione lineare, sostiene il sindacato, consentirebbe incrementi molto limitati dell’orario di lavoro.

Da qui la proposta di utilizzare le economie in maniera diversa, creando un fondo specifico destinato ai lavoratori al momento del pensionamento. L’ipotesi avanzata da UGL prevede un sostegno aggiuntivo nell’ordine di circa 200 euro pro capite, tenendo conto del fatto che la platea interessata raggiungerà progressivamente l’età pensionabile nell’arco di oltre quindici anni.

Resta aperta anche la questione dell’orario: secondo il sindacato, nel 2026 una parte consistente degli ex Lsu-Lpu impiegati negli enti locali continua a lavorare part-time, con retribuzioni inferiori ai mille euro.

Tis, UGL chiede di guardare anche agli enti subregionali

Sul fronte dei Tirocinanti di inclusione sociale, UGL ha chiesto di accelerare l’attivazione del sostegno al reddito ponte e dello “zainetto lavoro”, soprattutto per quanti intendono uscire dal bacino.

Per le possibili contrattualizzazioni, il sindacato ritiene che la capacità assunzionale di molti enti locali sia ormai vicina alla saturazione e propone quindi di valutare anche enti subregionali e grandi soggetti pubblici o partecipati, indicando tra gli esempi Anas e Ferrovie.

L’obiettivo, sostiene UGL, dovrebbe essere quello di trovare soluzioni che favoriscano occupazione stabile e, dove possibile, a tempo pieno, evitando di sovraccaricare ulteriormente Comuni che già faticano ad aumentare le ore degli ex Lsu-Lpu. Il confronto con Regione e Dipartimento resta dunque aperto, con pensioni, orari di lavoro e futuro dei Tis al centro delle prossime interlocuzioni.