Il ministro Lollobrigida e il presidente Aceto
Il ministro Lollobrigida e il presidente Aceto

Coldiretti Calabria accoglie positivamente l’annuncio del presidente della Regione Roberto Occhiuto di destinare 15 milioni di euro all’emergenza caro carburanti, ma rilancia chiedendo ulteriori misure specifiche per il settore agricolo. Il provvedimento, annunciato dal governatore, dovrebbe essere approvato lunedì 5 ottobre dal Consiglio regionale. Occhiuto ha spiegato che le risorse sono state individuate per sostenere chi utilizza quotidianamente trattori, camion e altri mezzi per lavorare, in una fase caratterizzata da una forte crescita del prezzo dei carburanti. «Prendiamo atto dell’annuncio del presidente Occhiuto di destinare quindici milioni di euro per tamponare l’emergenza caro carburanti. Certamente a questo si può aggiungere altro», afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria.

Gasolio agricolo, la proposta legata ai consumi UMA

Nei giorni scorsi Coldiretti aveva inviato una lettera al presidente Occhiuto e all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, indicando una serie di interventi considerati urgenti. Il primo riguarda direttamente il gasolio agricolo. L’organizzazione chiede che vengano utilizzate risorse regionali per introdurre una misura straordinaria destinata a compensare almeno in parte l’aumento dei costi energetici sostenuti dalle aziende. La proposta è quella di utilizzare come parametro oggettivo i consumi di carburante risultanti dal sistema UMA, applicando la massima compensazione possibile nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato. L’obiettivo è indirizzare le risorse direttamente verso le imprese maggiormente esposte all’aumento dei costi, collegando il sostegno al carburante effettivamente utilizzato nell’attività agricola.

Fertilizzanti, Coldiretti chiede di utilizzare il CSR Calabria

Il secondo fronte indicato dall’organizzazione agricola riguarda i fertilizzanti, altro capitolo che sta incidendo sui bilanci aziendali. Coldiretti chiede l’attivazione, nell’ambito del CSR Calabria 2023-2027, dell’intervento previsto dalla normativa nazionale, verificando la presenza di economie e di risorse FEASR riprogrammabili. Se necessario, secondo l’organizzazione, si dovrebbe procedere a una rimodulazione del Complemento regionale destinando le risorse prioritariamente alle produzioni calabresi rimaste escluse dagli interventi nazionali. Una misura ritenuta particolarmente urgente in vista delle prossime semine. Il rischio denunciato è infatti che l’aumento dei costi possa indurre alcune aziende a ridurre le superfici coltivate, con conseguenze sui livelli produttivi.

Aceto: «Continuiamo a lavorare nei tavoli istituzionali»

Coldiretti rivendica il lavoro portato avanti nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali anche nelle settimane caratterizzate dalle proteste contro il caro carburante. «Coldiretti rappresenta gli agricoltori, porta le loro istanze nelle sedi competenti e lavora ogni giorno per dare risposte concrete», sottolinea Aceto. Nei giorni scorsi l’organizzazione aveva già accolto positivamente lo sconto del 20% al netto dell’Iva introdotto da Enilive sui carburanti destinati ad agricoltura e pesca, definendolo una boccata d’ossigeno, pur chiedendo ulteriori interventi contro la crisi dei prezzi.

Dalle importazioni ai costi di produzione

Per Coldiretti, tuttavia, il caro gasolio rappresenta soltanto una delle questioni che stanno mettendo sotto pressione il settore primario. Aceto richiama anche le battaglie condotte dall’organizzazione contro le importazioni ritenute incontrollate, le speculazioni sui mercati internazionali e la scarsa trasparenza sull’origine dei prodotti. A queste si aggiungono la crisi dei prezzi riconosciuti agli agricoltori, l’aumento dei costi di produzione, la concorrenza sleale, gli effetti dei cambiamenti climatici, il peso della burocrazia e i danni provocati dalla fauna selvatica.

«Gli agricoltori sapranno distinguere il grano dalla paglia»

Il presidente regionale conclude ribadendo la volontà di proseguire il confronto con le istituzioni e di chiedere misure capaci di incidere direttamente sul reddito delle aziende. «Noi continueremo a stare nelle aziende agricole, nei territori e nei luoghi in cui si assumono decisioni che riguardano il reddito degli agricoltori e la salute dei cittadini», afferma Aceto. E utilizza infine una metafora legata proprio al mondo agricolo: «In agricoltura siamo abituati a distinguere il grano dalla paglia. Allo stesso modo gli agricoltori sapranno distinguere chi lavora tutto l’anno per farsi carico dei problemi del settore». Lo stanziamento regionale da 15 milioni rappresenta dunque un primo intervento atteso dalle categorie produttive, mentre il confronto si sposta ora sulle modalità con cui le risorse saranno distribuite e sulla possibilità di affiancare ulteriori misure per gasolio, fertilizzanti e costi di produzione.