Stanze per studenti, i prezzi rallentano ma restano elevati: calo medio nazionale del 6,2%
Milano resta la città universitaria più cara con 704 euro al mese, mentre Roma continua a crescere. Aumenti a doppia cifra in diversi centri, da Pescara a Palermo e Bari
Il mercato delle stanze singole per studenti universitari mostra segnali contrastanti. Se in molte città italiane i prezzi continuano a salire rispetto a un anno fa, il quadro nazionale evidenzia una prima inversione di tendenza, con una diminuzione media dei canoni mensili pari al 6,2%.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Immobiliare.it, che fotografa un mercato ancora caratterizzato da forti differenze territoriali.
Milano resta la città più cara
Milano mantiene il primato dei canoni più elevati, con una media di 704 euro al mese per una stanza singola. Il dato resta il più alto tra le città analizzate, nonostante una riduzione annua vicina al 4%.
Al secondo posto si colloca Firenze, con 627 euro mensili, mentre Roma occupa la terza posizione con 615 euro. Nella Capitale, però, la tendenza è opposta rispetto a Milano: i prezzi risultano infatti in crescita del 7% su base annua.
Aumenti forti in diverse città universitarie
In molte altre realtà italiane la pressione sui canoni resta significativa. Il caso più evidente è Pescara, dove il costo medio di una stanza singola è aumentato del 28,6%, raggiungendo 388 euro al mese.
Incrementi a doppia cifra si registrano anche a Trieste, con un +16,7% e 369 euro mensili, Palermo con +13,6% e 315 euro, Bari con +12,2% e 426 euro, Genova con +11,9% e 408 euro, Pisa con +10,7% e 364 euro e Pavia con +10,2% e 400 euro.
Genova tra i mercati più dinamici
Particolarmente interessante il caso di Genova, dove non cresce soltanto il prezzo medio delle stanze.
Nel capoluogo ligure aumentano contemporaneamente l’offerta disponibile, salita del 44,5%, la pressione della domanda, in crescita del 12,3%, e il numero complessivo dei contatti, aumentato del 10,4%.
Un andamento che descrive un mercato particolarmente vivace, nel quale l’espansione dello stock disponibile viene accompagnata da un interesse ancora forte da parte degli studenti.
Bologna scende, Bergamo sale
Alle spalle di Milano, Firenze e Roma, Bologna scende al quarto posto con un canone medio di 585 euro, in diminuzione del 7,5% rispetto a dodici mesi fa.
Bergamo, invece, guadagna sei posizioni e sale al quinto posto grazie a un aumento dell’8,3%, arrivando a 504 euro mensili.
Padova si colloca poco sotto la soglia dei 500 euro, con un calo dell’1,1%, seguita da Torino a 479 euro, Brescia a 478 euro, Verona a 473 euro e Venezia a 456 euro.
Trento perde terreno
Tra le variazioni più marcate figura quella di Trento. La città, che un anno fa occupava il quinto posto nella classifica dei canoni più elevati, scende al dodicesimo posto dopo una riduzione del 18,3%. Il prezzo medio per una stanza singola si attesta ora a 444 euro al mese.
L’offerta cala a livello nazionale
Sul fronte dell’offerta, il rapporto segnala una contrazione di circa il 15% a livello nazionale.
Anche in questo caso, però, il quadro varia sensibilmente da città a città. Venezia registra una crescita molto forte dello stock disponibile, pari al 115,4%, mentre Firenze segna un aumento del 95,2% e Ferrara del 72,7%.
Un mercato ancora molto disomogeneo
Il quadro complessivo mostra quindi un mercato degli affitti universitari ancora molto frammentato.
Da un lato emergono città dove i canoni iniziano a ridursi, anche in misura significativa; dall’altro restano numerosi centri nei quali la domanda continua a spingere i prezzi verso l’alto.
Per gli studenti e le famiglie, il costo della casa resta dunque una delle principali voci da sostenere durante il percorso universitario, con differenze molto marcate a seconda della città scelta.