Morti sul lavoro, Bruno lancia l’allarme “Non possiamo abituarci a questa strage continua”
Il capogruppo di Tridico Presidente chiede più controlli, prevenzione e formazione dopo l’ennesima vittima in Calabria
La nuova morte sul lavoro avvenuta nel Vibonese riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Calabria. A intervenire è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto, definendo “terribile” il fatto che una persona possa uscire di casa per lavorare senza fare più ritorno.
Bruno richiama il clima vissuto solo pochi giorni fa durante la marcia silenziosa organizzata a Catanzaro da sindacati, associazioni datoriali e istituzioni per chiedere più sicurezza e dignità nel mondo del lavoro.
“Serve una risposta concreta contro l’emergenza”
Secondo il consigliere regionale, quanto accaduto dimostra come il fenomeno delle morti sul lavoro rappresenti ormai una vera emergenza strutturale che non può più essere affrontata soltanto dopo le tragedie.
Bruno sottolinea che dietro molti incidenti mortali continuano a emergere carenze nei controlli, formazione insufficiente, scarsa prevenzione e condizioni di precarietà che aumentano i rischi per i lavoratori. Per questo chiede un rafforzamento immediato delle attività ispettive, maggiori investimenti nella sicurezza e una battaglia concreta contro sfruttamento e lavoro precario.
“La sicurezza non può essere considerata un costo”
Per il capogruppo di Tridico Presidente il rischio più grave è quello dell’assuefazione collettiva davanti a tragedie che si ripetono con frequenza sempre maggiore.
Bruno evidenzia come la sicurezza sul lavoro debba essere considerata un diritto fondamentale e non un semplice adempimento burocratico. La mobilitazione di Catanzaro, aggiunge, non può restare soltanto un gesto simbolico ma deve trasformarsi in azioni reali capaci di fermare una “strage silenziosa” che continua a colpire lavoratori e famiglie in tutta la Calabria.