Sovraffollamento carcerario, una “vergogna nazionale” ancora irrisolta
La presidente della Corte d’appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, denuncia le criticità del sistema penitenziario e sottolinea l’urgenza di garantire dignità, salute e reinserimento sociale ai detenuti
Una problematica su cui la presidente della Corte d’appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, ha voluto richiamare l’attenzione anche quest’anno riguarda il sovraffollamento carcerario, definito nella relazione dello scorso anno “una vera e propria vergogna nazionale”. «Si tratta purtroppo – ha spiegato Epifanio – di un fenomeno che riguarda anche molti altri Paesi europei, ma su cui sento il dovere di riflettere come giudice, cittadina e cristiana». La questione interpella profondamente la sua coscienza e mette in evidenza le criticità del sistema penitenziario italiano.
Dati aggiornati e criticità persistenti
Alla data del 30 giugno 2024, sei Istituti penitenziari su sette erano affetti da sovraffollamento, con l’eccezione del carcere di Catanzaro. A distanza di un anno, il numero di carceri sovraffollate è diminuito a tre su sette: Castrovillari dal 132,79% al 49%, Rossano dal 122% al 120%, Crotone dal 140% al 128%. «Ma questi risultati non ci confortano – ha sottolineato Epifanio – perché fino a quando le criticità rimarranno strutturali, l’articolo 27, comma 3, della Costituzione rischia di restare una mera affermazione di principio». Il sovraffollamento, ha ricordato, rappresenta una violazione dei principi costituzionali che sanciscono trattamenti umani e finalizzati alla rieducazione del condannato.
Dignità, salute e reinserimento sociale
«Senso di umanità e rieducazione dovrebbero sempre andare di pari passo – ha evidenziato la presidente – perché solo un trattamento umano consente il pieno reinserimento sociale di chi ha sbagliato». Il sovraffollamento, invece, nega la dignità dei detenuti, limita l’accesso alle cure e alle terapie e ha gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale, considerando che oltre il 32% della popolazione carceraria è tossicodipendente e una percentuale significativa soffre di patologie psichiatriche. Epifanio ha sottolineato che la questione richiede attenzione e interventi strutturali per rispettare davvero i diritti dei detenuti.