Definitiva la misura cautelare dopo la decisione della Cassazione. Nell’operazione scoperti stupefacenti, munizioni e un arsenale clandestino

Operazione dei Carabinieri nel Crotonese

Nuovo intervento dei Carabinieri contro il traffico di droga e la detenzione illegale di armi nel territorio di Strongoli, nel Crotonese. Nel pomeriggio di ieri i militari della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un commerciante del posto, già conosciuto dalle forze dell’ordine.

Il provvedimento è diventato definitivo dopo la pronuncia della Corte Suprema di Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando così il quadro accusatorio emerso nel corso delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria.

Sequestrato un deposito con droga e armi clandestine

L’inchiesta aveva preso avvio nel novembre del 2025, quando i Carabinieri, con il supporto del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia e del cane antidroga Batik, avevano individuato un deposito clandestino ritenuto utilizzato per attività illecite.

Nel corso delle perquisizioni erano stati sequestrati circa 3,8 chilogrammi di marijuana, oltre cento grammi di cocaina e quantitativi di hashish, insieme ad attrezzature per la pesatura e il confezionamento sottovuoto della droga. Gli investigatori avevano inoltre rinvenuto un sistema di videosorveglianza utilizzato per controllare a distanza l’area e un collegamento abusivo alla rete elettrica.

Particolarmente rilevante anche il ritrovamento di diverse armi e munizioni. Tra queste una pistola revolver con matricola cancellata, un’arma modificata dotata di silenziatore e circa cento proiettili di vari calibri.

Definitiva la custodia cautelare in carcere

La misura restrittiva è arrivata al termine di un articolato percorso giudiziario. In un primo momento la richiesta di custodia cautelare era stata respinta, ma successivamente la Procura della Repubblica di Crotone aveva impugnato la decisione davanti al Tribunale del Riesame di Catanzaro.

I giudici avevano poi riconosciuto la gravità degli elementi raccolti dagli investigatori e disposto il carcere, decisione adesso confermata in via definitiva anche dalla Cassazione. L’uomo è stato quindi trasferito nella Casa circondariale di Crotone, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Rimane comunque valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.