Per oltre vent’anni è riuscito a sottrarsi alla cattura, muovendosi tra Europa e Sud America sotto false identità. Nel pieno della latitanza, però, Rocco Morabito avrebbe persino partecipato a uno degli eventi musicali più affollati dell’Uruguay. La circostanza, raccontata da Klaus Davi su Dagospia e confermata dall’ex legale Fabrizio Gallo, risalirebbe al 6 maggio 2014, quando il narcotrafficante originario di Africo avrebbe assistito al concerto degli One Direction all’Estadio Centenario di Montevideo. Sugli spalti erano presenti oltre 30 mila persone e un imponente dispositivo di sicurezza, ma Morabito sarebbe riuscito a confondersi tra il pubblico senza essere riconosciuto.

La serata raccontata dalla figlia

A ricostruire l’episodio è stata Carmela Morabito, appassionata della celebre boy band britannica. Secondo il suo racconto, il padre le avrebbe regalato tre biglietti per Natale, decidendo poi di accompagnarla insieme alla madre. Durante lo spettacolo, la ragazza avrebbe cantato e seguito con emozione ogni brano, mentre Morabito avrebbe dimostrato di conoscere le canzoni ascoltate per anni in famiglia. L’avvocato Fabrizio Gallo ha riferito di aver raccolto testimonianze compatibili con questa versione, spiegando che il suo ex assistito avrebbe scelto di partecipare all’evento per accontentare la figlia. Una scena apparentemente ordinaria, ma che avrebbe avuto come protagonista un uomo ricercato dal 1994 e condannato per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti.

Dalla latitanza all’arresto definitivo

Conosciuto con il soprannome di “Tamunga”, Morabito avrebbe costruito nel tempo una vasta rete internazionale legata al commercio di cocaina, consolidando rapporti con ambienti criminali sudamericani. Dopo una lunga permanenza in Uruguay, venne arrestato a Montevideo nel settembre 2017, mettendo fine a 23 anni di fuga. Nel giugno 2019 riuscì però a evadere dal carcere insieme ad altri detenuti, passando attraverso il tetto di un edificio confinante. La seconda latitanza terminò nel maggio 2021 in Brasile. Estradato in Italia il 6 luglio 2022, è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona e sottoposto al regime del 41 bis. Il racconto del concerto aggiunge così un particolare inatteso alla vicenda giudiziaria di uno dei più noti narcotrafficanti legati alla ’Ndrangheta.