San Giovanni in Fiore, il centrodestra chiede le dimissioni del sindaco Barile: «Oltre 70mila euro di Imu non versata»
L'opposizione presenta gli esiti degli accertamenti tecnici su un immobile di proprietà del primo cittadino

Si riaccende lo scontro politico a San Giovanni in Fiore, dove i gruppi del centrodestra tornano a chiedere le dimissioni del sindaco Antonio Barile, al centro di una controversia riguardante un fabbricato di sua proprietà, classificato catastalmente come unità collabente dal 2013. Nel corso di una conferenza stampa convocata nella segreteria politica dell'Olivaro, gli esponenti dell'opposizione hanno illustrato gli esiti degli accertamenti tecnici effettuati sull'edificio, sostenendo che emergerebbero elementi incompatibili con la classificazione catastale dell'immobile. Secondo le ricostruzioni presentate dal centrodestra, la vicenda avrebbe comportato un mancato versamento dell'Imu per oltre 70mila euro, cifra che resta tuttavia una quantificazione avanzata dall'opposizione e non un'evasione fiscalmente accertata. Da qui la richiesta di chiarimenti immediati e di un'assunzione di responsabilità politica da parte del primo cittadino.
La relazione tecnica comunale e le condizioni del fabbricato
Al centro della contestazione figura una relazione del Servizio tecnico comunale, protocollata il 26 ottobre, che secondo quanto riferito dai gruppi di centrodestra descriverebbe condizioni strutturali differenti rispetto a quelle indicate nella documentazione catastale. Il fabbricato conserverebbe infatti le principali strutture portanti, le murature, la copertura e gli infissi esterni. Anche il tetto, secondo la ricostruzione illustrata dall'opposizione, non presenterebbe le condizioni di fatiscenza dichiarate. L'edificio necessiterebbe di interventi di manutenzione e ripristino, ma non si troverebbe nelle condizioni di un rudere completamente compromesso e privo di autonomia strutturale. Elementi che, per il centrodestra, renderebbero necessario approfondire la correttezza della classificazione catastale e le eventuali conseguenze tributarie. La relazione tecnica, per come descritta durante la conferenza stampa, non costituisce tuttavia di per sé un accertamento definitivo di evasione fiscale.
I dubbi sulla classificazione catastale e i contrasti con la Polizia locale
Gli esponenti dell'opposizione chiedono inoltre di conoscere le ragioni per cui l'immobile risulterebbe ancora classificato come unità collabente e perché, secondo quanto riportato nella relazione, non sarebbe stata prodotta nei termini la documentazione richiesta dagli uffici comunali. Un ulteriore elemento sollevato durante la conferenza stampa riguarda le notizie relative a presunti contrasti tra il sindaco Barile e il comandante della Polizia locale, Rosario Marano, che sarebbero sorti proprio in relazione agli accertamenti sul fabbricato. Anche su questo aspetto il centrodestra sollecita chiarimenti, ritenendo necessario ricostruire l'intera vicenda amministrativa e verificare eventuali responsabilità. Le circostanze contestate, allo stato delle informazioni disponibili, rappresentano le posizioni espresse dai gruppi politici dell'opposizione.
La richiesta di intervento degli uffici tributari
La questione assume anche un rilievo fiscale. I gruppi di centrodestra chiedono che vengano coinvolti gli uffici tributari competenti e l'Agenzia delle Entrate per verificare la posizione dell'immobile e procedere, qualora emergessero irregolarità, al recupero delle somme eventualmente dovute. La classificazione catastale di un fabbricato come unità collabente, generalmente identificata dalla categoria F/2, riguarda immobili caratterizzati da un livello di degrado tale da comprometterne la capacità di produrre reddito. La valutazione delle conseguenze fiscali richiede comunque verifiche specifiche sulle condizioni dell'edificio, sulla normativa applicabile e sulle singole annualità interessate. Per l'opposizione, le risultanze tecniche comunali rappresenterebbero un elemento sufficiente per chiedere ulteriori approfondimenti e una risposta pubblica da parte del sindaco.
Il centrodestra insiste: «Barile lasci immediatamente la carica»
La conferenza stampa si è conclusa con una richiesta politica netta. I gruppi di centrodestra ritengono che il sindaco debba chiarire pubblicamente ogni aspetto della vicenda e sostengono che siano venute meno le condizioni per la prosecuzione del suo mandato. L'opposizione contesta in particolare il comportamento del primo cittadino, accusandolo di non aver fornito risposte adeguate alle questioni sollevate già nello scorso marzo. «La città ha diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza che tutti paghino le imposte dovute», affermano gli esponenti del centrodestra, ribadendo la richiesta di dimissioni immediate. Resta ora da conoscere la posizione del sindaco Antonio Barile sulle contestazioni formulate e sugli accertamenti richiamati dall'opposizione. Al momento, nelle informazioni fornite, non figura una replica del primo cittadino.