Intimidazioni agli amministratori locali, Minasi annuncia audizioni in Commissione antimafia
La senatrice della Lega richiama i dati di Avviso Pubblico e avverte: «Non è solo cronaca nera, è una questione di democrazia e tenuta delle comunità»
«Chi amministra i territori convive con intimidazioni ormai quasi quotidiane e la Calabria è, dopo la Sicilia, la regione più colpita». Parte da qui l’allarme lanciato dalla senatrice Tilde Minasi, che in una nota torna a occuparsi del clima di pressione e violenza che circonda gli amministratori locali calabresi. Un fenomeno che, secondo Minasi, non riguarda solo la politica ma mette in discussione la tenuta democratica delle comunità.
Gli episodi più recenti tra Vibo e Castrolibero
La senatrice richiama gli ultimi fatti registrati tra fine dicembre e inizio gennaio. A Vibo Valentia, la sera del 21 dicembre, sono stati esplosi cinque colpi di pistola contro l’auto del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. A Castrolibero, durante la festa dell’Epifania, il consigliere regionale Orlandino Greco è stato aggredito e colpito al volto davanti a famiglie e bambini.
I numeri di un’emergenza strutturale
Minasi cita il rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico. Dal 2010 al 2024 in Italia si contano 5.716 episodi intimidatori, 844 dei quali in Calabria, con 204 Comuni coinvolti. Dati che delineano, secondo la senatrice, «un quadro devastante e disarmante».
Piccoli Comuni e rischio disaffezione
Un elemento particolarmente allarmante riguarda i centri sotto i 20 mila abitanti, dove si concentra oltre la metà degli episodi. Realtà in cui amministratori e cittadini vivono a stretto contatto e dove un’intimidazione può avere effetti sull’intera comunità, scoraggiando la partecipazione e le candidature di persone perbene.
L’iniziativa in Commissione antimafia
Per questo Minasi annuncia l’intenzione di promuovere audizioni specifiche in Commissione parlamentare antimafia. «Il Parlamento deve inserire questa problematica tra le priorità», afferma, ricordando gli strumenti già esistenti come l’Osservatorio del Ministero dell’Interno, la legge 105 del 2017 e il fondo di sostegno agli amministratori sotto tiro.
Una risposta che coinvolga istituzioni e comunità
Nel richiamare la linea della tolleranza zero più volte espressa da Matteo Salvini, la senatrice conclude invocando una risposta collettiva. «Serve una vera e propria scorta civica – sostiene – fatta di istituzioni e cittadini capaci di isolare chi minaccia e di non legittimare mai la violenza, nemmeno a parole».