Privacy negli hotel, stop alle copie dei documenti degli ospiti
Il Garante chiarisce le regole per alberghi, B&B e affittacamere. I dati vanno trasmessi alle autorità ma non conservati
Arriva un chiarimento importante per il settore ricettivo da parte del Garante per la protezione dei dati personali. Alberghi, B&B e affittacamere non possono conservare copie dei documenti d’identità degli ospiti oltre il tempo strettamente necessario alla comunicazione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza.
La normativa impone infatti ai gestori delle strutture di identificare i clienti e trasmettere i dati attraverso il portale Alloggiati Web, ma questo obbligo non autorizza la conservazione di fotocopie o immagini dei documenti.
Pratiche diffuse ma non consentite
Negli ultimi mesi si è diffusa una prassi non conforme, soprattutto tra B&B e affittacamere, che consiste nel fotografare i documenti con smartphone o richiederne l’invio tramite applicazioni di messaggistica come WhatsApp.
Secondo il Garante, questi comportamenti espongono gli utenti a rischi concreti, tra cui furti d’identità e accessi illeciti ai dati personali, aumentando la vulnerabilità delle informazioni sensibili.
Obbligo di cancellazione immediata
Una volta completata la trasmissione dei dati alle autorità, eventuali copie dei documenti devono essere immediatamente cancellate o distrutte. L’unico elemento che può essere conservato è la ricevuta dell’avvenuta comunicazione, generata automaticamente dal sistema, che deve essere mantenuta per cinque anni come prova dell’adempimento.
Sicurezza dei dati e responsabilità dei gestori
Il Garante ribadisce inoltre che i titolari del trattamento hanno il dovere di garantire la sicurezza dei dati personali. Le strutture devono adottare misure adeguate per proteggerli e formare correttamente il personale incaricato della gestione delle informazioni.
In caso di violazione dei dati, scattano obblighi precisi, tra cui la notifica al Garante entro 72 ore e, nei casi più gravi, la comunicazione agli interessati.
Un richiamo per tutto il settore
Le associazioni di categoria sono state invitate a diffondere queste indicazioni tra gli operatori, considerando che il comparto turistico gestisce ogni anno i dati personali di milioni di persone.
Un richiamo che punta a rafforzare la tutela della privacy e a prevenire comportamenti rischiosi in un settore sempre più esposto alla gestione di informazioni sensibili.