Allerta alimentare: richiamato latte in polvere
Possibile presenza di cereulide: il Ministero della Salute dispone il ritiro precauzionale di un lotto specifico
Il Ministero della Salute ha diffuso un avviso di richiamo immediato attraverso il proprio portale dedicato alla sicurezza alimentare. Un lotto di latte in polvere è stato rimosso dagli scaffali a causa di un rischio microbiologico che potrebbe compromettere la salute dei consumatori più piccoli.Il prodotto coinvolto: Nidina OptiproL'allerta riguarda il latte per neonati Nidina Optipro a marchio Nestlé. Il prodotto specifico è realizzato da Nestlé Netherland presso lo stabilimento di Nunspeet, in Olanda, e viene distribuito nel nostro Paese da Nestlé Italiana SpA.
Ecco i dettagli tecnici per identificare la confezione:
Prodotto: Nidina Optipro (latte in polvere)
Lotto di produzione: 53410346AG
Data di scadenza: 31 dicembre 2026
Formato: Confezione da 800 grammi
I rischi per la salute: cos’è la cereulide
Il ritiro è stato disposto in via precauzionale per la potenziale presenza di cereulide. Si tratta di una sostanza tossica particolarmente insidiosa: non solo provoca sintomi come nausea e vomito, ma è nota per la sua elevata termostabilità. La cereulide, infatti, non viene distrutta nemmeno dalle alte temperature raggiunte dall'acqua durante la normale preparazione del latte in polvere.
Avvertenze per i consumatori e modalità di rimborso
Il Ministero della Salute ha lanciato un monito chiaro: "Avvertiamo i consumatori in possesso del lotto 53410346AG di non consumarlo". Chiunque avesse già acquistato una confezione appartenente al lotto segnalato può riportarla presso il punto vendita d’acquisto. In questo caso, il consumatore ha diritto a ricevere il rimborso totale della spesa effettuata.
Un fenomeno di portata europea
Il caso non è isolato all'Italia. La cereulide è attualmente oggetto di numerosi richiami in tutto il continente. La situazione appare particolarmente seria in Francia, dove le autorità sanitarie hanno già ricevuto circa 40 segnalazioni di potenziali effetti avversi in neonati che avevano consumato diverse marche di latte in polvere, spingendo a controlli serrati su tutta la filiera produttiva europea.