Guardia Piemontese, scuola dell’infanzia al centro dello scontro: presentata petizione popolare contro la nuova caserma
Circa 350 firme per chiedere l’annullamento della delibera comunale e una soluzione alternativa nell’area dell’ex mercato coperto. Il gruppo “La città del sole” sollecita un confronto pubblico
Si accende il dibattito a Guardia Piemontese sulla destinazione della scuola dell’infanzia, dopo il deposito ufficiale di una petizione popolare sottoscritta da circa 350 cittadini. L’iniziativa, trasmessa al sindaco nella giornata del 14 aprile 2026, chiede l’annullamento della deliberazione consiliare del 20 marzo scorso, che prevede il cambio di destinazione dell’edificio scolastico per ospitare la nuova stazione locale dei Carabinieri.
La richiesta è stata formalizzata nel rispetto degli strumenti di partecipazione previsti dall’articolo 71 e dall’articolo 50 della Costituzione, oltre che dall’articolo 8 del Testo unico degli enti locali, anche in assenza di un esplicito riferimento nello statuto comunale.
Il documento dei consiglieri e la proposta alternativa
A farsi promotori dell’iniziativa sono i consiglieri comunali del gruppo “La città del sole”, Antonietta Giuseppina D'Angelis, Andrea Muglia e Francesco Carmelo Pietramala, che hanno accompagnato la petizione con una proposta alternativa: individuare nell’area dell’ex mercato coperto la sede per la nuova caserma.
Secondo quanto riportato nel documento, si tratterebbe di una soluzione più coerente dal punto di vista urbanistico e strategico, capace di valorizzare una zona del territorio senza sacrificare un presidio educativo considerato fondamentale per la comunità.
Le critiche alla decisione della maggioranza
Nel testo rivolto ai cittadini, il gruppo consiliare contesta apertamente le modalità con cui è stata assunta la decisione. La scelta, si legge, sarebbe avvenuta senza un adeguato confronto pubblico e senza un tavolo di concertazione con la cittadinanza.
Una mancanza di condivisione che, secondo i promotori della petizione, avrebbe impedito una valutazione approfondita dell’impatto sociale e territoriale della misura.
Scuola e sicurezza, un equilibrio da costruire
Il nodo centrale della vicenda resta il rapporto tra due esigenze considerate entrambe prioritarie: da un lato la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, dall’altro la tutela dei servizi educativi.
Nel documento si sottolinea come scuola e caserma rappresentino pilastri della società, ma si evidenzia con forza che la creazione di un presidio di sicurezza non dovrebbe comportare la perdita di una struttura scolastica funzionante e pensata a misura di bambino.
La scuola come presidio sociale e culturale
Tra le motivazioni della mobilitazione emerge la volontà di difendere il ruolo della scuola dell’infanzia, descritta come una delle strutture più importanti e qualificate del territorio.
Secondo i promotori, intervenire su questo tipo di servizio significherebbe incidere direttamente sul futuro della comunità, indebolendo un presidio educativo che contribuisce alla crescita sociale e culturale del paese.
Attesa per la risposta del sindaco e possibile confronto pubblico
La petizione è ora all’attenzione dell’amministrazione comunale. I firmatari attendono una risposta ufficiale del sindaco e chiedono l’apertura di un tavolo permanente di confronto con la cittadinanza, per individuare una soluzione condivisa.
La vicenda, destinata a rimanere al centro del dibattito locale nelle prossime settimane, rappresenta un banco di prova importante per il rapporto tra istituzioni e cittadini, chiamati a confrontarsi su scelte che incidono direttamente sull’identità e sul futuro del territorio.