Si è insediata a Palazzo Campanella la Commissione regionale contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa. A presiederla è il consigliere regionale Marco Polimeni di Forza Italia, che ha sottolineato il valore strategico dell’organismo in una regione in cui la criminalità organizzata ha radici profonde e ramificazioni globali. «La lotta alla ’ndrangheta non ha colore politico», ha affermato Polimeni, ribadendo l’impegno a guidare i lavori in modo bipartisan e in sinergia con tutti i componenti della Commissione.

I numeri della ’ndrangheta e le priorità del mandato


Nel corso della relazione introduttiva, Polimeni ha richiamato dati e report che descrivono la ’ndrangheta come la più pervasiva tra le organizzazioni mafiose, con centinaia di ’ndrine operative, decine di migliaia di affiliati e un volume d’affari stimato in decine di miliardi di euro. La Commissione, ha spiegato, lavorerà su alcuni capisaldi: il contrasto alle infiltrazioni mafiose attraverso la collaborazione con istituzioni, magistratura e Procure; l’ascolto di amministratori, imprenditori e professionisti sotto minaccia; l’analisi delle norme sugli scioglimenti dei Comuni e sulle interdittive antimafia; il rafforzamento della gestione dei beni confiscati e l’individuazione di misure per contrastare traffici illeciti anche all’interno delle carceri.

Un impegno condiviso a Palazzo Campanella


La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo. Alla riunione hanno partecipato i consiglieri Bruno, Crinò, Iiriti e Falcomatà, mentre De Caprio fa parte della Commissione. «Abbiamo davanti un lavoro impegnativo e lo affronteremo insieme», ha concluso Polimeni, evidenziando la convergenza registrata fin dall’avvio dei lavori.