Riforma del servizio sanitario nazionale: verso una maggiore integrazione
Un disegno di legge per riorganizzare il sistema sanitario con nuovi ospedali, reti assistenziali e un ruolo rafforzato per i medici di base
Il disegno di legge delega che verrà esaminato oggi dal Consiglio dei ministri mira a ridisegnare la struttura del Servizio sanitario nazionale, puntando ad una maggiore integrazione tra ospedale e territorio. Tra le principali novità, si prevede l'istituzione di nuove tipologie di ospedali, tra cui ospedali di terzo livello con elevati standard di qualità e ospedali elettivi, privi di pronto soccorso ma connessi ai dipartimenti di emergenza-urgenza. L’obiettivo è migliorare l'efficienza del sistema sanitario, garantendo cure più rapide e una gestione ottimizzata delle emergenze.
Il cuore del provvedimento è il rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio, con l’intento di creare percorsi assistenziali meno frammentati e più rapidi, specialmente per la gestione dell’emergenza-urgenza. Grande attenzione è dedicata al ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con l’introduzione di un riordino normativo per consolidare la loro presenza e funzione nell’assistenza territoriale. Inoltre, il disegno di legge prevede la creazione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche, per garantire servizi più vicini ai cittadini e ridurre la mobilità sanitaria.
Riorganizzazione dei servizi
Il provvedimento prevede anche un riordino dei servizi legati alla salute mentale, l'incentivazione della digitalizzazione nel settore sanitario e il rafforzamento dell’assistenza per le persone non autosufficienti. Per quanto riguarda le risorse economiche, l'articolo 3 del disegno di legge stabilisce che i decreti attuativi dovranno essere adottati a "neutralità finanziaria", a meno che il Parlamento non decida di stanziarvi risorse aggiuntive con appositi provvedimenti.