Alta velocità, Madeo rilancia il nodo di Tarsia
Secondo la consigliera, il nodo di Tarsia resta l’unico intervento in grado di collegare realmente la Calabria al proprio interno e al resto del Paese, garantendo l’accessibilità alle aree dell’Esaro, del Pollino e dell’Alto Jonio
Tornare a parlare di alta velocità ferroviaria e rimettere al centro il nodo di Tarsia come scelta strategica per la Calabria. È l’appello lanciato dalla consigliera regionale del Partito democratico Rosellina Madeo, che definisce incomprensibile la decisione di Rete Ferroviaria Italiana di considerare non più realizzabile un progetto ritenuto per anni centrale per la mobilità regionale. Un progetto per il quale, ricorda Madeo, sono stati già spesi circa 35 milioni di euro per lo studio di fattibilità.
Un’infrastruttura chiave per collegare la Calabria
Secondo la consigliera, il nodo di Tarsia resta l’unico intervento in grado di collegare realmente la Calabria al proprio interno e al resto del Paese, garantendo l’accessibilità alle aree dell’Esaro, del Pollino e dell’Alto Jonio. Madeo denuncia il silenzio del governo regionale e l’indifferenza di quello nazionale, sottolineando come l’accantonamento del progetto penalizzi un bacino di circa 600 mila cittadini, privandoli di collegamenti ferroviari adeguati, nonostante le indicazioni di esperti e le linee di sviluppo promosse dall’Unione europea.
Risorse e scelte politiche per il futuro
Nel confronto con le grandi infrastrutture europee, Madeo evidenzia il divario che separa la Calabria dagli standard continentali e critica interventi ritenuti marginali, come il solo rifacimento della galleria Santomarco. La consigliera richiama infine la recente bocciatura della Corte dei conti al progetto del Ponte sullo Stretto come occasione per riorientare risorse verso la rete ferroviaria e l’alta velocità, chiedendo una scelta politica chiara e coerente sul futuro della mobilità regionale.