Francesco De Cicco
Francesco De Cicco

Oltre 11mila domande di alloggio inevase, 15milaabitazioni da ristrutturare e milioni di euro destinatiagliinterventi. L'Aterp finisce al centro dello scontrotra il consigliere regionale Francesco De Cicco elacommissaria Grazia Maria Carmela Iannini. Ma ilproblema resta quello delle famiglie che aspettanounacasa e dei lavori che devono ancora diventarerisultati concreti.

Duemila case popolari vuote e migliaia difamiglie in attesa

In Calabria ci sono duemila case popolari vuoteperché fatiscenti o abbandonate. Altre quindicimilahannobisogno di manutenzione straordinaria. Ementre gli immobili si deteriorano, migliaia difamiglie aspettano unalloggio. A gennaio 2025 ledomande inevase erano oltre undicimila. Ilparadosso è tutto qui: da una parte lepersone senzacasa, dall'altra le case senza persone. In mezzo unpatrimonio pubblico che avrebbe bisognodiinterventi urgenti e finanziamenti per centinaia dimilioni di euro.

Un patrimonio immobiliare che invecchia

I numeri descrivono una situazione che va ben oltrela polemica politica esplosa nei giorni scorsi. Circa il60per cento degli immobili Aterp è stato costruitoprima del 1980. Un patrimonio invecchiato, conedifici chenecessitano di nuovi impianti elettrici eidraulici, rifacimento di tetti, facciate, infissi e, inalcuni casi, interventistrutturali. Il problema nonriguarda soltanto il decoro degli edifici, ma lasicurezza e la vivibilità delleabitazioni.

I 227 milioni destinati all'ediliziaresidenziale pubblica

Eppure i finanziamenti esistono. Nel giugno 2025,rispondendo a un'interrogazione del consigliereregionaleDavide Tavernise, l'assessorato ai Lavoripubblici aveva indicato risorse per circa 227 milionidi euro destinateall'edilizia residenziale pubblica. Diqueste, 97,7 milioni provenivano dal Pnrr, 80 milionidal Programmaregionale 2021-2027, 11 milioni dalFondo per lo sviluppo e la coesione, 25 milioni darisorse regionali e altri14 milioni da fondi statali. Non si tratta di 227 milioni fermi in un conto correntedell'Aterp, ma di finanziamenti distribuiti traprogrammidifferenti, con destinazioni, procedure etempi di realizzazione diversi. Resta però il fatto cheuna parteconsistente delle risorse è stataindividuata proprio per recuperare il patrimonioabitativo pubblico.

Gli interventi programmati: oltre duemilaabitazioni interessate

Anche gli interventi programmati sono quantificabili.Con i 97,7 milioni del Pnrr la Regione ha previsto52progetti per la ristrutturazione di 901 alloggi.Attraverso il Pnea risultano finanziati 13 interventiperriqualificare 490 abitazioni e completarne altre124. Con i fondi Fsc sono stati programmati lavori su512 unitàabitative e l'ultimazione di ulteriori 54alloggi. Sommando le unità interessate dai programmiindicati si arriva a 2.081 abitazioni, tra ristrutturazioniecompletamenti previsti. Il numero, però, noncertifica altrettanti alloggi già recuperati econsegnati. Perstabilire quanti lavori sianoeffettivamente conclusi servono i dati aggiornatisull'avanzamento dei singoliinterventi. Ed è proprioquesto il punto: non basta conoscere quanti milionisiano stati stanziati, bisognasapere quante portesiano state riaperte alle famiglie.

Lo scontro politico tra De Cicco e Iannini

Nel frattempo è esploso lo scontro politico. Ilconsigliere regionale Francesco De Cicco,capogruppo deiDemocratici ProgressistiMeridionalisti, ha chiesto le dimissioni dellacommissaria straordinaria dell'AterpCalabria, GraziaMaria Carmela Iannini, dopo l'audizione del 29ottobre davanti alle commissioni regionaliVigilanza eAntimafia. De Cicco ha denunciato le condizioni di degrado dinumerosi immobili, la manutenzione cheritieneinsufficiente e gli ascensori guasti che, secondoquanto riferito dal consigliere,costringerebberoanziani e persone con disabilità a rimanere nelleproprie abitazioni. Ha inoltre accusatol'Azienda diessere all'ultimo posto in Italia per capacità diintercettare e utilizzare i finanziamentistraordinari.Un'affermazione politica per la quale, tuttavia, non èstata individuata una graduatorianazionaleverificabile che consenta di confermare quel primatonegativo.

La replica della commissaria:risanamento e riorganizzazione

La versione della commissaria è diversa. Ianninirivendica un lavoro di risanamento eriorganizzazioneamministrativa avviato negli ultimitre anni, in un'Azienda che, secondo i dati illustratidurante l'audizione,gestisce oltre 39mila alloggi edeve affrontare anche una cronica carenza dipersonale. Tra i risultati indicatifigurano il contrastoalle occupazioni abusive, la collaborazione conprefetture e forze dell'ordine e leiniziative perrecuperare gli immobili da riassegnare. A sostegno di questa ricostruzione sono intervenutianche Marco Polimeni e Riccardo Rosa,presidentirispettivamente della Commissione Antindranghetae della Commissione speciale di Vigilanza. Iduehanno richiamato la necessità di modificare la leggeregionale del 1996 che disciplina ilsettore,sostenendo che l'attuale sistema di calcolo degliaffitti può produrre morosità soltanto apparenti.

Il nodo degli affitti e delle morositàapparenti

Il meccanismo è questo: quando gli assegnatari nonpresentano la documentazione reddituale richiesta,ilcanone può essere determinato d'ufficio applicandola fascia massima. Successivamente, con laverificadelle condizioni economiche, gli importi possonoessere rideterminati. Ne deriva che una partedeicrediti iscritti nei bilanci non corrispondenecessariamente a somme effettivamente dovutenella misurainizialmente calcolata.

La riscossione dei canoni e le verifichedella Regione

Ma il problema della riscossione esiste e non lo dicesoltanto De Cicco. Il 27 ottobre, durante l'esamedelrendiconto Aterp 2025, il Dipartimento Bilancio dellaRegione ha segnalato una forte difficoltànellariscossione dei canoni, chiedendo controlli e unmonitoraggio rigoroso per evitare possibili dannierariali.Nella stessa seduta sono stati registrati ilparere favorevole del revisore e il recupero dellaquota prevista peril rientro dal disavanzo.

L'inchiesta della Procura regionale dellaCorte dei conti

C'è poi un'inchiesta della Procura regionalec dellaCorte dei conti. Nel luglio scorso nove tra attuali edexdirigenti e responsabili dell'Aterp hanno ricevutoun invito a dedurre per un presunto danno erariale dicirca4,4 milioni di euro, collegato alla mancatariscossione di canoni e alla prescrizione di crediti.Tra i destinatarifigura anche l'attuale commissariaIannini. Si tratta di contestazioni contabili ancora daaccertare, non diresponsabilità definitivamentestabilite. Su questo punto la commissaria, replicando a DeCicco il 30 ottobre, ha respinto categoricamenteilriferimento a presunte vicende giudiziarie a suocarico, negando l'esistenza di procedimenti delgenere per ifatti richiamati dal consigliere econtestando le affermazioni ritenute lesive dellapropria reputazione. La suasmentita va registratainsieme alla notizia dell'iniziativa della Procuracontabile, distinguendo quest'ultima daunprocedimento penale.

Due versioni contrapposte, un'unicaemergenza abitativa

Restano dunque due letture contrapposte dellagestione Aterp. Da una parte De Cicco denunciadegrado,ritardi e una gestione che giudicainsoddisfacente. Dall'altra Iannini e i presidenti dellecommissioni regionalirichiamano il risanamento deiconti, il recupero della legalità e la necessità dicorreggere norme cheproducono squilibriamministrativi. Ma al di là delle dichiarazioni c'è una realtà chenessuna delle due versioni può cancellare: duemilaalloggiinutilizzabili, quindicimila da ristrutturare eoltre undicimila domande di assegnazione cherisultavano inevaseall'inizio del 2025.

Dai finanziamenti alle case assegnate: lavera sfida

I 227 milioni individuati per l'edilizia pubblicarappresentano una possibilità concreta di intervento,non laprova che ogni problema sia già finanziato orisolvibile con quelle somme. Per misurare i risultatioccorreconoscere quanti progetti siano partiti,quanti cantieri siano conclusi, quanti alloggi sianotornati abitabili equanti siano stati effettivamenteassegnati. Perché una casa popolare non si recupera con unadelibera, un finanziamento o una conferenzastampa. Sirecupera quando finiscono i lavori, vieneconsegnata la chiave e una famiglia può finalmenteentrarci. Fino adallora, tra milioni stanziati eabitazioni vuote, la distanza resta tutta sulle spalle dichi aspetta.