Naufragio di Cutro, in aula le testimonianze dei pescatori
“Solo morti in mare, nessun soccorso”: racconti drammatici al processo sui presunti ritardi nei soccorsi del caicco Summer Love
“Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare, non c’era nessuno. Solo persone morte”. È la testimonianza drammatica di Paolo Cefaly, uno dei pescatori presenti la notte del naufragio del caicco Summer Love, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, costato la vita a 94 persone. Le sue parole sono state al centro dell’udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi.
In aula testimoni e perizie tecniche
Il procedimento vede indagati sei militari, quattro della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto, con le accuse di omicidio e naufragio colposi. L’udienza si è concentrata sulle testimonianze oculari di chi tentò i primi soccorsi e sulle analisi tecniche relative ai radar e alle cause dei decessi. Assenti tre testimoni afgane, impossibilitate a raggiungere l’Italia per problemi legati ai voli.
Il dramma vissuto dai soccorritori
Cefaly ha ricordato il momento dell’impatto e il caos subito dopo: “Ho sentito un boato, poi le urla. Abbiamo tirato fuori tante persone morte”. Parole confermate da un altro pescatore, Ivan Paone, che ha descritto condizioni meteo difficili e scarsa visibilità. Entrambi hanno sottolineato l’impegno nei soccorsi, senza riuscire a indicare con precisione i tempi di arrivo delle forze intervenute.