Rosaria Succurro
Rosaria Succurro

San Giovanni in Fiore ha commemorato oggi, 30 agosto, il sessantesimo anniversario della tragedia di Mattmark, avvenuta in Svizzera nel 1965. Quel giorno, alle 17.15, un’enorme massa di ghiaccio si staccò dal ghiacciaio di Allalin e travolse il cantiere della diga in costruzione, provocando la morte di 88 lavoratori, tra cui sette operai originari proprio della cittadina silana.

Il messaggio della sindaca Succurro

La sindaca Rosaria Succurro ha voluto rivolgere un pensiero commosso ai caduti e alle loro famiglie: «Sessant’anni dopo, il ricordo di quella tragedia resta vivo nella coscienza della nostra comunità. I nostri sette concittadini persero la vita in un cantiere lontano, per costruire con il lavoro il futuro delle loro famiglie. A tutte le vittime va il nostro pensiero commosso e ai loro familiari il nostro abbraccio».

Succurro ha ricordato anche le vedove sangiovannesi, donne che hanno vissuto un’intera esistenza segnata dalla perdita: «Hanno custodito con dignità e forza la memoria dei loro mariti e portato avanti con coraggio le loro famiglie, cresciuto i figli e alimentato la speranza. A loro va oggi la vicinanza di tutta San Giovanni in Fiore».

Il richiamo alle sfide di oggi

Nel suo intervento la sindaca ha esteso lo sguardo al presente, richiamando l’attenzione sul dramma delle morti bianche: «Ogni giorno in Italia, e anche in Calabria, si consumano tragedie che colpiscono famiglie e comunità. È urgente rafforzare la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, servono regole più stringenti e controlli più efficaci, perché il lavoro non deve finire in tragedia».

Un impegno istituzionale

Sul piano politico e istituzionale, Succurro ha sottolineato il ruolo delle Regioni nelle politiche per la sicurezza: «Dovremo impegnarci tutti con maggiore coesione per la tutela dei lavoratori, che sono l’anima e la forza di ogni comunità locale. Il nostro compito è ricordare sempre quel sacrificio, che deve restare monito e memoria condivisa».

Una memoria che non si spegne

«San Giovanni in Fiore – ha concluso la sindaca – non dimentica i suoi figli caduti al lavoro, lontano dalla propria terra». Le parole di oggi si fanno memoria collettiva e, al tempo stesso, impegno a non permettere che simili tragedie possano ripetersi.