Urbanistica a Rende, il PSC divide la politica: nuove critiche all’amministrazione Principe
Laboratorio Civico chiede trasparenza sui tempi e sulle scelte del nuovo Piano strutturale comunale. Dopo le contestazioni di Ghionna, torna al centro del dibattito il mancato coinvolgimento delle opposizioni e dei cittadini

Il movimento chiede chiarezza sul futuro urbanistico della città e riaccende il dibattito sul metodo dell’amministrazione Principe. Nei giorni scorsi anche Marco Saverio Ghionna, capogruppo di Futuro, aveva sollevato critiche sulle scelte urbanistiche e sulla visione della città.
Il PSC al centro dello scontro politico
Il futuro urbanistico di Rende torna ad alimentare il confronto politico. A intervenire è Laboratorio Civico, che contesta le rassicurazioni del sindaco Sandro Principe sul percorso del Piano strutturale comunale (PSC), chiedendo maggiore chiarezza sugli atti, sui tempi e sugli indirizzi che guideranno le trasformazioni del territorio.
Per il movimento, non è sufficiente assicurare che l’iter proceda: occorre rendere comprensibili le scelte che incideranno sulla mobilità, sui servizi, sul consumo di suolo e sulla qualità della vita dei cittadini. Nel mirino anche la revoca, nel 2024, del piano adottato durante l’amministrazione Manna e l’approvazione delle linee guida del nuovo PSC, avvenuta nel novembre 2025.
La questione della partecipazione
È soprattutto sul metodo che si concentra la polemica. Laboratorio Civico denuncia l’assenza di un confronto ritenuto adeguato con le opposizioni e con la cittadinanza, sottolineando come uno strumento destinato a condizionare lo sviluppo della città per decenni non possa essere costruito senza un coinvolgimento effettivo.
Una questione che richiama anche le recenti critiche di Marco Saverio Ghionna, capogruppo di Futuro, intervenuto nei giorni scorsi sulle scelte urbanistiche dell’amministrazione Principe e sulla necessità di una visione complessiva per Rende. Due prese di posizione distinte che riportano al centro del dibattito il rapporto tra le decisioni della maggioranza e il contributo delle altre forze politiche.
Il futuro della città passa dal confronto
Per Laboratorio Civico, il PSC non può essere ridotto a un procedimento tecnico o amministrativo. Il movimento chiede di conoscere lo stato dei lavori, le alternative considerate e le priorità individuate, richiamando anche la vicenda dei Piani attuativi unitari (PAU), sulla quale sollecita risposte concrete.
La questione, dunque, non riguarda soltanto i contenuti del piano, ma anche le modalità con cui si costruisce il futuro della città. Proprio perché le scelte urbanistiche sono destinate a produrre effetti nel lungo periodo, trasparenza e partecipazione diventano elementi centrali del confronto politico. È su questo terreno che l’opposizione chiede all’amministrazione di fare chiarezza.