Dal monumentale complesso di San Domenico ai celebri mostaccioli, il borgo del Vibonese custodisce un patrimonio fatto di arte, tradizioni popolari, artigianato e cultura gastronomica

San Domenico e le ferite della storia

Nel cuore delle Serre vibonesi, Soriano Calabro è uno di quei centri nei quali la storia non rimane confinata nei libri, ma continua a mostrarsi nelle pietre, nelle tradizioni e nell’identità della comunità. Il simbolo più imponente è il complesso domenicano di San Domenico, le cui origini risalgono al Cinquecento. Il convento divenne nei secoli un importante centro religioso e culturale, meta di pellegrini provenienti anche da fuori regione.

La sua storia è stata però profondamente segnata dai terremoti, soprattutto dal devastante sisma del 1783. Le rovine monumentali, insieme alla basilica ricostruita nell’Ottocento e al patrimonio conservato nel Polo museale, fanno di questa parte del paese uno dei luoghi più suggestivi del Vibonese. Passeggiare tra gli antichi resti significa attraversare idealmente secoli di devozione, cultura e ricostruzioni.

Mostaccioli, terracotta e saperi tramandati

Ma Soriano non si racconta soltanto attraverso i monumenti. Una parte importante della sua identità vive ancora nelle mani degli artigiani. La lavorazione della terracotta e del vimini, così come altre attività sviluppatesi anche attorno alla presenza domenicana, appartengono alla memoria produttiva del territorio.

E poi ci sono i mostaccioli, probabilmente il prodotto che più di ogni altro ha portato il nome del paese nelle fiere e nelle feste della Calabria. Farina e miele diventano figure modellate a mano: cuori, pesci, panieri, animali e altre forme che possiedono anche un significato simbolico e rituale. I “mastazzolari” hanno tramandato questa lavorazione di generazione in generazione, trasformando un semplice dolce in una vera espressione di arte popolare.

Una cultura che passa anche dalla tavola

La gastronomia completa il racconto di un territorio nel quale il cibo conserva ancora una forte dimensione comunitaria. Accanto ai mostaccioli, Soriano mantiene il legame con la cucina dell’entroterra calabrese, costruita su preparazioni semplici, conserve, prodotti della terra e ricette tramandate nelle famiglie.

Anche lo stoccafisso è entrato nella tradizione gastronomica locale, diventando protagonista di iniziative e manifestazioni dedicate. Ma ciò che distingue Soriano è soprattutto il legame continuo tra cibo, feste religiose, mercati e artigianato. Per secoli i mostaccioli hanno seguito i venditori sorianesi nelle fiere calabresi, diventando contemporaneamente alimento, dono e simbolo.

È questa mescolanza di cultura materiale e spirituale a rendere il borgo qualcosa di più di una semplice destinazione da visitare: Soriano Calabro conserva un’identità nella quale una chiesa, un laboratorio artigiano e un dolce di miele possono raccontare, insieme, la stessa storia.