La protesta degli agricoltori e autotrasportatori. ANSA/ FRANCO CAUTILLO
La protesta degli agricoltori e autotrasportatori. ANSA/ FRANCO CAUTILLO

Fedralog Calabria conferma il fermo regionale dell’autotrasporto dal 16 al 20 ottobre 2026. La decisione arriva dopo settimane di confronto con le imprese del settore e con le istituzioni, senza che, secondo l’associazione, siano emerse finora risposte in grado di superare le ragioni della protesta. La mobilitazione coinvolgerà le imprese aderenti a Fedralog sull’intero territorio calabrese e punta a richiamare l’attenzione sulla condizione economica di un comparto che denuncia margini sempre più ridotti e difficoltà crescenti nel sostenere i costi di esercizio. «Il fermo non nasce da una scelta presa a tavolino, ma da una condizione di necessità», sottolinea Fedralog.

Carburante, assicurazioni e rate: «Costi sempre più pesanti»

Al centro della protesta c’è anzitutto l’aumento dei costi. Secondo Fedralog, le imprese di autotrasporto devono sostenere spese sempre più elevate per carburante, personale, assicurazioni, manutenzione dei mezzi, rate e gestione aziendale. A questi fattori si aggiunge la pressione sulle tariffe applicate ai servizi di trasporto, che in molti casi, sostiene l’associazione, non sarebbe più sufficiente a garantire l’equilibrio economico delle aziende. Il nodo principale resta quello della liquidità. «Per molte imprese la liquidità è ormai esaurita», evidenzia Fedralog, spiegando così la scelta di arrivare a uno stop di cinque giorni.

Il confronto con le istituzioni non basta a fermare la protesta

La federazione assicura di voler mantenere aperto il confronto con le istituzioni anche durante la mobilitazione. Nelle ultime settimane una delegazione di Fedralog aveva già portato le proprie richieste alla Regione Calabria, chiedendo interventi sul caro carburante e strumenti capaci di adeguare maggiormente le tariffe all’incremento dei costi sostenuti dalle aziende. Il dialogo, però, non ha determinato per il momento la revoca del fermo. «Fedralog Calabria ha mantenuto e continuerà a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni. Tuttavia, allo stato attuale, non sono emerse risposte immediate e sufficienti per superare le ragioni della mobilitazione», si legge nella nota.

Dal 16 al 20 ottobre mezzi fermi, salvi i servizi essenziali

L’indicazione rivolta agli autotrasportatori che aderiranno è quella di lasciare fermi i mezzi pesanti e quelli da lavoro per tutta la durata della protesta. Fedralog precisa tuttavia che saranno salvaguardati i servizi essenziali e tutte le situazioni previste dalla normativa. L’associazione invita inoltre le imprese a partecipare in maniera «compatta», ma allo stesso tempo «pacifica, ordinata e responsabile», rispettando le disposizioni delle autorità e garantendo la sicurezza.

Possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci

Uno stop prolungato dell’autotrasporto potrebbe avere conseguenze anche sulla distribuzione delle merci, soprattutto qualora l’adesione dovesse risultare elevata. Nei giorni scorsi operatori del settore e rappresentanti delle filiere produttive avevano già manifestato preoccupazione per le possibili ripercussioni su alimentari, ortofrutta e beni destinati alla grande distribuzione. In Calabria il tema assume particolare rilievo anche per le produzioni agricole che proprio in questo periodo devono raggiungere rapidamente i mercati nazionali. Fedralog punta però a concentrare il messaggio sulle condizioni economiche delle imprese: dietro la protesta, sostiene la federazione, non ci sarebbe la volontà di creare disagi, ma quella di denunciare un sistema che per molte aziende non sarebbe più sostenibile.

Cinque giorni per chiedere risposte sul futuro del settore

Il fermo del 16-20 ottobre rappresenterà quindi il passaggio più forte della mobilitazione avviata nelle ultime settimane. Dopo le manifestazioni, gli incontri istituzionali e le richieste avanzate alla Regione, Fedralog sceglie di confermare lo stop e invita il comparto a partecipare. Il messaggio rivolto alle istituzioni resta quello già espresso durante le proteste: il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma la sostenibilità complessiva dell’autotrasporto calabrese, stretto tra costi crescenti, tariffe considerate insufficienti e una disponibilità finanziaria che, secondo molte imprese, si sta progressivamente esaurendo.