Referendum giustizia, Alecci attacca il governo: “Dai cittadini un no chiaro anche in Calabria”
Il capogruppo del Pd evidenzia l’alta partecipazione e rivendica il risultato: “Serve una riforma condivisa, non interventi confusi”
Il risultato del referendum sulla giustizia viene letto dal consigliere regionale e capogruppo del Partito democratico Ernesto Alecci come un passaggio decisivo per il Paese. Secondo l’esponente dem, tra domenica e lunedì i cittadini hanno espresso un giudizio netto, respingendo una riforma definita “sbagliata, raffazzonata e confusa”. Un messaggio che, sottolinea Alecci, si è manifestato in quasi tutte le regioni italiane e in modo significativo anche in Calabria, dove il voto ha confermato un orientamento critico verso le scelte del governo.
Affluenza alta e partecipazione ritrovata tra i cittadini
Uno degli elementi più rilevanti evidenziati dal capogruppo del Pd riguarda il dato dell’affluenza, vicino al 60%. Un risultato che, secondo Alecci, dimostra come la partecipazione politica non sia affatto scomparsa, ma anzi si riattivi quando i cittadini percepiscono l’importanza delle decisioni in gioco. In particolare, viene sottolineato il coinvolgimento delle fasce più giovani, segno di una rinnovata attenzione verso il ruolo delle istituzioni e i meccanismi democratici.
Il lavoro del Pd sul territorio e nelle piazze
Nel corso delle settimane precedenti al voto, il Partito democratico ha promosso una campagna capillare fatta di incontri, manifestazioni e momenti di confronto, sia a livello nazionale sia in Calabria. Alecci rivendica l’impegno di iscritti e volontari, scesi nelle piazze per informare e dialogare con i cittadini, in contrapposizione a quelle che definisce le contraddizioni del centrodestra e i tentativi di “mistificare la realtà” legati alla riforma.
La richiesta di una riforma condivisa della giustizia
Guardando al futuro, Alecci ribadisce la necessità di intervenire sul sistema giudiziario con un approccio diverso. Secondo il consigliere regionale, l’Italia ha bisogno di una riforma costruita in modo condiviso, capace di rafforzare le garanzie e rispettare pienamente i principi costituzionali. Il riferimento è a interventi concreti su organizzazione, personale, digitalizzazione e tempi della giustizia, piuttosto che a modifiche limitate alla sola magistratura. Un appello, infine, a valorizzare la partecipazione democratica emersa dal voto e a proseguire su un percorso di confronto più ampio e inclusivo.